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TEATRI DI PIETRA: la vita eterna del classico

TEATRI DI PIETRA: la vita eterna del classico

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La XIV edizione del festival di teatro danza e musica ha colto nel segno: le pietre de teatri antichi ci parlano. Ce ne accorgiamo attraverso la vita eterna del teatro classico, di cui ottimo esempio è stato "Il persiano" di Plauto, andato in scena a Sutri per la regia di Sammartano. Ma apprezzabile la sobietà anche nelle rivisitazioni contemporanee. Fino al 2 agosto all’Anfiteatro romano di Sutri e all’Arco di Malborghetto

di Anna Maria Bruni


Alla sua sedicesima edizione Teatri di Pietra, il festival organizzato dal Circuito Danza Lazio e Pentagono Produzioni Associate nell’ambito della Rete Teatrale dei Teatri di Pietra, fa onore all'obiettivo proposto: un mese di teatro classico con tutte le sue possibili rivisitazioni, ma capace di rinnovarsi vivificando luoghi millenari.


Nella doppia cornice dell’Anfiteatro Romano di Sutri, e dell’Antiquarium dell’Arco di Malborghetto – un prezioso quanto sconosciuto sito archeologico del IV sec. d.C. – diciassette appuntamenti, fra teatro musica e danza, dedicati al tema del Mediterraneo e del Mito hanno raggiunto l’obiettivo con cui nasce la rete promotrice del festival.


Un progetto che ha preso vita in tutto il territorio nazionale, e che nel Lazio è stato sostenuto dalla Soprintendenza Speciale per il Colosseo, il Museo Nazionale Romano, l’Area Archeologica di Roma per l’Arco di Malborghetto, la Soprintendenza dell’Etruria Meridionale per l’Anfiteatro di Sutri, il Patrocinio del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, la Regione Lazio e il Comune di Roma – XV Municipio.


Molti i nomi noti ospiti della kermesse diretta da Aurelio Gatti, fra i quali si sono alternati Sebastiano Tringali, Maurizio Panici, Raffaello Simeoni, Galatea Ranzi, Barbara De Rossi, Tato Russo, Maria Rosaria Omaggio, Maurizio Donadoni, Hal Yamanouchi e Giancarlo Sammartano.


Di quest’ultimo abbiamo potuto godere una gradevolissima messa in scena de “Il persiano”, fra le divertenti commedie di Plauto tipiche per l’intreccio basato sull’equivoco, giocata con grande sobrietà pur nel rispetto di una traduzione assolutamente conforme al linguaggio originale usato dal commediografo romano, aderente alle modalità dell’atellana.

 

Molto bravi gli attori Paolo Floris, Tommaso Lipari, Mattia Parrella e Andrea Puglisi (nella foto) capaci di rendere le dinamiche della recitazione in maschera, che in questo caso hanno impegnato ciascuno in due diverse parti. Le stesse maschere di Giancarlo Santelli, come è visibile in foto, sono state ricostruite con grande cura e fedeltà dell’originale, sul modello delle terrecotte votive a Dioniso, rinvenute negli anni 60 e 70 negli scavi della necropoli di Lipari, che “riproducono fedelmente i tipi della commedia greca nuova di Menandro e – sottolinea la nota di regia – per affinità quelli della palliata latina”.


Un progetto voluto dalla Casa d’Arte Teatrale Fondamenta, strutturato in due spettacoli, di cui il secondo è “Il Cartaginese”, sempre di Plauto. Due testi di diversa impostazione ma di pari significato, per restituire agli spettatori di oggi un quadro completo dell’opera comica e della sua capacità di indicare la giustizia sociale attraverso una modalità leggera e dissacrante.


Un momento di teatro classico ben riuscito, e che altrettanto bene si è collocato nell’intero programma, di cui bisogna rilevare ancora molte date interessanti, fra le quali citiamo il 22 a Malborghetto la presenza di Galatea Ranzi in “Fedra, il diritto all’amore”, un testo di Eva Cantarella per la regia di Consuelo Barilari e il 30 all’Anfiteatro Romano e il 31 di nuovo a Malborghetto la presenza di Maria Rosaria Omaggio in “Me Dea – Variazioni sul Mito” con Maurizio Donadoni e la straordinaria partecipazione di Hal Yamanouchi.


La rassegna si concluderà a Sutri con la “Commedia di Dante”, regia e drammaturgia di Paolo Pasquini: il 1 Agosto con Versus Dante, discesa nella Commedia dantesca e il 2 Agosto Dante Symphonia, forme d’acqua nella Commedia. 

 

Il programma completo è rintracciabile online all’indirizzo: /www.teatridipietra.org
 

 

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