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STUDENTI IN PIAZZA – Roma contro la Buona Scuola

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L’AUTUNNO CALDO DEGLI STUDENTI

Manifestazione a Roma contro la Buona Scuola di Renzi


 

A cura di Roberto Pietrucci

Guarda il servizio sul corteo di Milano !

Lo scorso anno ci siamo mobilitati contro la Buona Scuola, il Jobs Act e lo Sblocca Italia. Il Governo Renzi ha fondato la propria azione politica su deleghe in bianco e decretazione d’urgenza, reprimendo e non ascoltando affatto le tante mobilitazioni che hanno inondato il Paese fino all’estate. Il movimento studentesco ha dimostrato di non essere un meccanismo stanco che si ripete ad ogni autunno, ma di essere la vera forza propulsiva del cambiamento reale all’interno del Paese. Non intendiamo fermarci, ma anzi, vogliamo riprendere il controllo sulle nostre città, sul nostro Paese e sulle nostre vite, da anni ingabbiate dai meccanismi dell’austerità, dai patti di stabilità, dall’impossibilità di autodeterminazione.

Il 9 ottobre torneremo nelle piazze di tutto il Paese perché vogliamo costruire un’altra scuola dal basso e un’altra società. La Buona Scuola di Renzi è una scuola che apre le porte agli interessi delle imprese, che da più poteri ai presidi, che valuta e punisce docenti, studenti e scuole, che assume la competizione e le classifiche come unico fine, che si appiattisce alle esigenze di un mercato del lavoro che ha bisogno di manodopera a basso prezzo, precaria e senza diritti invece che vedere nei saperi un investimento per ribaltare l’attuale modello di sviluppo ormai sempre più insostenibile. Una “buona scuola” della precarietà, condizione che attanaglia le nostre generazioni e che ci impedisce di immaginare il nostro futuro. Se il Governo ha pensato di aver vinto il grande movimento della scuola si sbaglia di grosso: la riforma non sarà applicata, ogni scuola sarà una barricata! Ci impegneremo a promuovere pratiche, ordini del giorno negli organi collegiali e mobilitazioni scuola per scuola, per disinnescare la deriva autoritaria e aziendalista che rischia di prendere piede negli istituti. Referendum studenteschi, coordinamenti docenti/genitori/studenti, didattica alternativa, lezioni in piazza, occupazioni temporanee, valutazione narrativa, commissioni paritetiche: tante sono le idee che metteremo in campo per costruire un’Altra Scuola dal basso contrapposta alla riforma governativa calata con la forza dall’alto.Vogliamo aprire una nuova fase di protagonismo e conquista di diritti, per questo torneremo in piazza già a partire dal 9 ottobre, giornata di mobilitazione nazionale studentesca indetta dalla Rete della Conoscenza. Riempiremo le piazze di tutto il Paese per chiedere con forza politiche sul diritto allo studio, col fine di raggiungere la gratuità dell’istruzione, reddito minimo, welfare, un lavoro di qualità che non devasti l’ambiente, democrazia dentro e fuori le scuole. Vogliamo potere nelle nostre scuole e nelle nostre città, poter studiare, riqualificare il territorio partendo dai nostri saperi; potere per decidere sulle nostre vite, cancellando la precarietà e la povertà. Vogliamo potere cambiare collettivamente la nostra condizione di subalternità!
Dopo il 9 faremo seguire una settimana di mobilitazione diffusa nelle città, sino ad arrivare al 17 ottobre, Giornata mondiale per l’eradicazione della povertà promossa nel Paese da Libera, alla quale aderisce inoltre la Coalizione Sociale. Sarà per noi una giornata in connessione con la tre giorni di mobilitazione europea lanciata da Blockupy per il 15-16-17 ottobre a Bruxelles.
Comunicato Unione Degli Studenti

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