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MEMORIA : Convivere con Auschwitz – I reticolati del nuovo millennio

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CONVIVERE CON AUSCHWIZ

Terzo appuntamento con la Memoria dello sterminio organizzato dall’Università di Trieste

di Pietro Venier


Convivere con AuschwizQuest’anno, l’ormai tradizionale convegno che si tiene a Trieste in occasione della giornata della memoria, è stato organizzato presso la sede della Scuola Interpreti e Traduttori della Università di Trieste. Si tratta di un luogo è in se estremamente significativo. Infatti, dove oggi ha appunto sede la scuola interpreti e traduttori, nei primi anni del ‘900 sorgeva invece la Casa della Cutura Slovena (Nadorni Dom). L’edificio allora ospitava diverse associazioni della comunità slovena un piccolo teatro con galleria, una banca, una palestra, una stamperia, due caffè, due ristoranti, un albergo (il Balkan) ed un gran numero di appartamenti. Nel 1920 i fascisti incendiarono questo palazzo e le sue rovine furono successivamente confiscate. Quell’atto razzista e squadrista è stato tra i prodromi più significativi dell’immane tragedia con cui fascismo e nazismo hanno straziato l’Europa. Ricordare in questo luogo le persecuzioni dello sterminio assume quindi un significato particolare. Le testimonianze che sono state portate, dagli interventi degli storici, ai contributi audiovisivi sino alle performance artistiche hanno consentito di immergersi in un percorso di approfondimento e di riflessione culturale profondo e conivolgente. Un appuntamento che lascerà certamente traccia e che è possibile rivivere grazie alla registrazione integrale del video pubblicata a cura della Università di Trieste. “Convivere con Auschwiz” come ha detto Gianni Peteani (figlio della partigiana Ondina Peteani e tra i principali organizzatori del convegno) “è il dovere colletivo finalizzato a proteggerci dalla calamità della reiterazione dello stesso crimine”. Un crimine senza paragoni ma un crimine che viene da una terribile Storia tanta parte della quale, hanno ricordato più volte gli intervenuti, ha avuto come scenario anche la città di Trieste.


 COMUNICATO DEGLI ORGANIZZATORI : Nell’ambito delle celebrazioni del Giorno della Memoria del 27 gennaio, data in cui nel 1945 vennero abbattuti i cancelli di Auschwitz, rivelando al mondo l’abominio dell’Olocausto, l’Università degli Studi di Trieste è intervenuta con un approccio multidisciplinare al tema nel corso del convegno “Convivere con Auschwitz”, svoltosi il 21 gennaio scorso. L’Ateneo ha promosso una riflessione collettiva sia sulle ragioni e motivazioni che portarono durante la seconda guerra mondiale alla Shoah e all’annientamento nei lager nazisti di oppositori politici, disabili, Rom e omosessuali, sia sulla rielaborazione attuale delle memorie di questi fatti nella società odierna, posta di fronte a rinnovate tragedie umanitarie.

 Il Novecento ha duramente segnato la storia di Trieste: l’incendio del Balkan nel 1920, l’annuncio delle leggi razziali nel 1938 e durante l’occupazione tedesca la presenza della Risiera di San Sabba, unico campo di concentramento nazista in Italia con un forno crematorio. Dal Silos della Stazione Ferroviaria centrale di Trieste, dal 1943 al 1945, partì il maggior numero di convogli dall’Italia di deportate e deportati diretti ad Auschwitz e verso altri Lager.

 Quest’anno, come già in precedenza, il nostro Ateneo si è impegnato nella divulgazione della conoscenza del passato, anche delle sue pagine più tragiche, consapevole che solo una riflessione sulle responsabilità di ieri possa darci gli strumenti oggi per affrontare gli eventi che stanno interessando l’Europa, con le ondate di profughi in fuga da guerre e violenze e con l’erezione di nuovi muri fatti di filo spinato.


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