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VENEZUELA – Chavez a cuore aperto

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Tre anni senza il Comandate Chavez

Proiezione presso il teatro Vittoria di “Chávez a cuore aperto” la straordinaria intervista di Gianni Minà al presidente Venezuelano

Le interviste di LiberaTv ad Julián Isaías Rodríguez Díaz, ambasciatore della Repubblica Bolivariana del Venezuela in Italia ed al giornalista Gianni Minà


INVITO
Riceviamo e volentieri pubblichiamo il Comunicato dell’Ambasciata sull’evento
Evento organizzato dall’Ambasciata della Repubblica Bolivariana del Venezuela presso la Repubblica Italiana,  in occasione del 3° Anniversario della scomparsa del Comandante Hugo Rafael Chávez Frías.
 
Al Teatro Vittoria di Roma pubblico massivo per rendere omaggio al Comandante Chávez .
L’Ambasciata della Repubblica Bolivariana del Venezuela presso la Repubblica Italiana ha celebrato il 3° anniversario della scomparsa fisica di Hugo Rafael Chávez Frías, fautore della Rivoluzione Bolivariana avviata nel 1998 in Venezuela.
Lo storico Teatro Vittoria di Roma è stato lo scenario della proiezione dell’intervista inedita “Chávez a Cuore aperto”, del famoso giornalista italiano Gianni Miná, che nel 2003 ha conversato con il Comandante durante un incontro in cui Chávez riuscì a prevedere quello che oggi sta vivendo il Venezuela.
All’iniziativa hanno partecipato centinaia di cittadini italiani, latinoamericani e di altri continenti, che hanno commemorato la semina del Comandante, avvenuta il 5 marzo del 2013, come evento profondamente significativo per tutti i popoli rivoluzionari del mondo.
Chávez, il combattente, il leader, lo stratega, l’ idealista, umile e carismatico, ha dato la vita per la trasformazione sociale del suo popolo e, come ha affermato Miná, è morto “per i suoi ideali e per restare fedele ad un popolo” e non ha “mai fatto parte della lista di traditori che ha avuto quel popolo”.
Secondo l’Ambasciatore Rodríguez “Chávez possedeva qualità personali intrasferibili e fu soprattutto un grande umanista, dotato di profonda dolcezza. Quando Chávez era presente non faceva freddo ne caldo, faceva Chávez”.Conquiste del Venezuela
Da parte sua, Miná ha sottolineato che Chávez ha cambiato tutta l’ America Latina: “Visto tutto quello che sta accadendo in latinoamerica, sembrerebbe che il continente si sia fermato, ma sono sicuro che non è così e che il processo riprenderà impulso per continuare più forte di prima”, ha dichiarato il giornalista italiano.
A suo giudizio, il Venezuela è un paese dove la storia merita di essere raccontata con sincerità, fatto che non accade in occidente a causa dei grandi interessi mediatici ed internazionali esistenti. “ I giornalisti di oggi raccontano una storia falsa. La politica e l’economia impongono l’agenda dei media”.
I media internazionali e le oligarchie mondiali mostrano l’immagine di un Chávez dittatore. Nonostante questo, dopo la sua scomparsa il mondo intero ha scoperto che non era così: “Più di due milioni di persone sono corse ai suoi funerali, inclusi 33 capi di Stato e di Governo da tutto il mondo”, ha concluso Miná.Offerta florealeIl ciclo di iniziative di commemorazione del 5 marzo è stato aperto da un’offerta floreale al monumento equestre del Padre della Patria, Simón Bolívar, come principale maestro ideologico di Chávez: seguendo i passi del Libertador, il Comandante ha lottato per l’integrazione latinoamericana, l’indipendenza, la cooperazione e la solidarietà dei popoli.Chávez, un venezuelano diventato moltitudine, ha seminato se stesso non solo nella fertile terra del Venezuela ma anche nei cuori di milioni di persone in tutto il pianeta. In questo senso, l’Ambasciatore venezuelano ha ricordato che, grazie a Chávez, il Venezuela è un altro paese e il popolo ha acquisito maggiore coscienza di se, proprio perchè lui ha seminato la coscienza dell’identità, della sovranità e dell’appartenenza. Chavez Vive“Il suo progetto di Costituzione non è soltanto riuscito a rifondare il paese: è riuscito a riflettere una nuova realtà sociale e questo Venezuela non si lascerà vincere….è uno che …”si sveglia ogni cento anni quando si sveglia il popolo”, come diceva il poeta Neruda”.Rodríguez ha infine ricordato che l’elemento più importante nelle azioni dell’”Uragano Chávez” è stato “Avere teso la mano agli esclusi, a quelli che non esistevano, che non avevano opportunità di vedere realizzati i propri discendenti: questa gente era invisibile nelle statistiche e nella violenza dell’imperialismo…e proprio a loro Chávez ha teso la mano, rendendoli tangibili, costruendoli, rendendoli reali e, oggi, sono proprio loro la speranza per il popolo”.

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