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MAURIZIO MUSOLINO : le parole ed il dolore ai funerali

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LE PAROLE ED IL DOLORE

Gli interventi ed i messaggi per salutare Maurizio Musolino


Funerali Maurizio MusolinoPer chi non è potuto essere presente all’ultimo abbraccio a Maurizio Musolino pubblichiamo la registrazione degli interventi che si sono alternati durante l’omaggio funebre. Amici, compagni di lotte, parenti, organizzazioni ed ambasciate hanno preso la parola per cercare di esprimere il dolore ed indicare la strada per non disperderne l’eredità politica ed umana. Molti i volti segnati e le lacrime che hanno accompagnato la cerionia che si è conclusa con un canto di lotta e di libertà : Bella Ciao.

Se ci sono altri saluti o messaggi che non abbiamo pubblicato vi preghiamo di farceli avere in modo da poter integrare la pagina. Grazie

 


 

Federico Buonadonna

Wassim Dahmash

Hassan Asi

Messaggio dell’ambasciatrice di Palestina Alkaila Mai

Manuela Palermi

Sergio Cararo

Jacopo Venier

Stefania Limiti

Bassam Saleh

Demetrio Colafiore


I messaggi


Ibrahim Farhat – Direttore Generale Al Manar TV

Con Tanto rammarico, abbiamo ricevuto la triste notizia della scomparsa del Militante Maurizio Muzolino, amico del Libano e della Palestina . Le nostre sentite condoglianze


Sonia Gieco – Nena News

Ciao Maurizio,

ho avuto la fortuna di incontrarti in un paese  che hai amato fortemente e in cui hai lasciato una traccia profonda. I campi palestinese del Libano, le strade di Hamra, la corniche, in questi mesi mi hanno ricordato  tante volte le storie che mi hai raccontato,  i tuoi consigli sulla nostra professione, le analisi che hai condiviso con me, la passione che mi hai trasmesso per una causa cui hai dedicato la tua vita.  Questa passione e questo impegno continueranno a scuotere le nostre menti e ad entusiasmare i nostri cuori. Per me, sono significate la tua amicizia e il tuo sostegno, che custodisco nel mio cuore. Mi mancherai.


Il Partito comunista italiano

A soli 52 anni, poche ore fa, Il compagno Maurizio Musolino ci ha lasciato. Negli ultimi mesi aveva lottato contro la malattia, con la forza d’animo e la tenacia che lo caratterizzavano, circondato dall’affetto di tanti compagni e compagne, coi quali aveva condiviso momenti importanti della sua militanza politica – lotte, missioni di solidarietà, incontri internazionali, manifestazioni – e che si erano aggiunti a quella famiglia, a cui fu sempre molto legato.Figlio di un dirigente comunista calabrese, Maurizio era nato a Roma nel 1964, e aveva iniziato la sua militanza iscrivendosi a 14 anni alla Fgci. Cresciuto nel Partito comunista italiano, affiancò presto l’impegno politico a una grande capacità professionale, che lo portò a diventare un bravissimo giornalista e a collaborare col “manifesto” prima, con “Avvenimenti” e “Liberazione” poi.Dopo lo scioglimento del Pci, Maurizio aderì a Rifondazione comunista, nella quale proseguì il lavoro nel Dipartimento Esteri già iniziato nel Pci. Esperto conoscitore del Medio Oriente e del mondo arabo, ha dedicato la sua militanza e passione politica in particolare alla causa del popolo palestinese, e nel 2000 fu tra i fondatori del Comitato “Per non dimenticare Sabra e Chatila”, che con le sue missioni in Libano ha tenuto vivo il ricordo di quanto accadde ma anche l’impegno solidale verso i rifugiati palestinesi.Nel 1998 Musolino aderì al Partito dei comunisti italiani, iniziando a collaborare al settimanale “La Rinascita della sinistra”, di cui divenne direttore nel 2007. Membro della Direzione del Pdci e responsabile Immigrazione, negli anni scorsi Maurizio ha continuato la sua instancabile attività nel Dipartimento Esteri e poi come responsabile Comunicazione, impegnandosi per il Partito anche nei momenti più difficili, sempre anteponendo la militanza alla carriera, sacrificando, anzi, all’impegno politico anche le legittime aspirazioni professionali, che un giornalista come lui, esperto di Medio Oriente e di questioni geopolitiche, avrebbe potuto legittimamente coltivare.Convinto sostenitore dell’unità dei comunisti, Maurizio aveva trovato le forze per partecipare all’assemblea costituente del PCI svoltasi a luglio a Bologna, e fino all’ultimo ha continuato a impegnarsi per la causa palestinese, la giustizia e la pace in Medio Oriente, da internazionalista e uomo di partito quale è sempre stato.Il PCI inchina le sue bandiere alla memoria del carissimo compagno scomparso, esempio per tutti di ciò che deve essere un militante e un dirigente di partito.Caro Maurizio, porteremo sempre con noi il tuo ricordo, e anche in tuo nome proseguiremo il nostro impegno e la nostra lotta.


Marx 21

La Redazione di Marx21.it si associa al dolore per la scomparsa del compagno Maurizio Musolino, militante comunista, profondo conoscitore della realtà del Medio Oriente e da sempre impegnato nella solidarietà con la causa del popolo palestinese


Redazione di Contropiano – Rete dei Comunisti

E’ morto Maurizio Musolino, giornalista, militante del PdCI ed ora del PCI, esperto di Medio Oriente e storico attivista nella solidarietà con il popolo palestinese. Maurizio ha combattuto in questi sette mesi contro un tumore infame e lo ha fatto con una enorme dignità, circondato dai compagni e dagli amici. Di Maurizio Musolino abbiamo ospitato spesso anche gli articoli sul nostro giornale, in particolare sulla questione palestinese e la guerra in Siria. In questi anni, dopo la morte di Stefano Chiarini, si era preso sulle spalle l’organizzazione della delegazione annuale a Sabra e Chatila e ai campi profughi palestinesi in Libano, dando così continuità alla battaglia per il Diritto al Ritorno dei palestinesi. Da comunista ci ha sempre tenuto a difendere le proprie posizioni ma con la caratteristica di uno spirito unitario, un valore aggiunto che molto spesso ha facilitato le iniziative comuni e il confronto. Con Maurizio l’informazione sul Medio Oriente e la solidarietà con la Palestina perdono un compagno prezioso. Domenica 11 settembre, come tutti gli anni, partirà la delegazione per i campi profughi di Sabra e Chatila. Quest’anno lo farà senza Maurizio ma lo farà proprio per dare valore e continuità al lavoro di Maurizio. Ciao Muso, la terra con te sarà sicuramente lieve


USB – Unione Sindacale di Base

Con dolore e affetto salutiamo Maurizio Musolino
ll compagno Maurizio Musolino ci ha lasciati alle 2,30 della notte scorsa, 8 settembre. Ha fronteggiato la malattia, scoperta a febbraio di quest’anno, con la sua tempra, la sua voglia di vivere e senza venire meno alla sua militanza. Maurizio Musolino era un giornalista, dirigente comunista prima del PdCI e poi dell’attuale PCI, profondo conoscitore del Medio-Oriente, sostenitore della questione palestinese. Insieme a Stefano Chiarini ha risollevato la questione del diritto al ritorno dei profughi palestinesi . Da anni attraverso il “Comitato per non dimenticare Sabra e Chatila” organizzava le delegazioni nei campi profughi palestinesi in Libano per commemorare il massacro di Sabra e Chatila ad opera dei Falangisti libanesi e dell’esercito israeliano e per sostenere il diritto al ritorno. Nel corso degli anni ci siamo trovati fianco a fianco nella costruzione delle manifestazioni contro le guerre, in solidarietà con il popolo palestinese, nella campagna BDS (Boicottaggio Disinvestimento e Sanzioni contro Israele) e nelle diverse iniziative in difesa dei diritti dei lavoratori. Nonostante la malattia anche quest’anno era pronto ad unirsi alla delegazione che partirà per il Libano domenica 11 settembre, ma nell’ultima settimana la malattia ha avuto il sopravvento portando via un compagno prezioso per le sue analisi e per la capacità di intessere relazioni umane e politiche, doti riconosciute a Maurizio Musolino da interlocutori politici, sindacali e intellettuali sia in Italia che all’estero. Ci uniamo al dolore dei parenti, dei compagni e degli amici


Confederazione COBAS

Dolore e rimpianto per la prematura morte di Maurizio, sempre disponibile alla causa dei popoli oppressi e per le battaglie delle classi meno abbienti, infaricabile nel divulgare la denuncia dell’orrenda strage di Sabra e Chatila e nel riprodurre mobilitazioni a fianco del popolo palestinese, vivrà nella memoria delle generazioni resistenti. Cordoglio e vicinanza alla famiglia e ai suoi compagni/e dalla Confederazione Cobas


Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina – Sezione del Libano

Riceviamo con grande rammarico e dolore la notizia della morte di Maurizio Musolino, compagno che abbiamo conosciuto per la sua nobiltà d’animo, per la sua vera amicizia verso il Popolo palestinese, per il suo impegno culturale, per la sua coscienza internazionalista, per il suo impegno comunista nell’appoggio alla causa palestinese e alla giusta lotta del suo Popolo per la libertà, l’indipendenza e il Ritorno. Insieme a noi lo hanno conosciuto anche i vicoli dei campi profughi palestinesi in Libano, i cimiteri dei martiri e il Monumento ai Martiri del massacro. Coordinatore di “Per non dimenticare Sabra e Shatila”, ha seguito fedelmente i passi del suo compagno Stefano Chiarini, continuando a ricordare la ricorrenza. L’eco delle parole di Maurizio Musolino continuerà a rimanere viva e a chiedere, in nome delle vittime, che i colpevoli non rimangano impuniti. Maurizio Musolino ha sempre avuto a cuore il raggiungimento di una giustizia vera; sosteneva come i palestinesi, vittime dei crimini sionisti, rappresentino l’emblema della perdita di ogni principio e valore internazionali. La nobile causa a cui si è dedicato è quella di ricordare la catastrofe di Sabra e Chatila, senza relegarla a mero ricordo marginale, affinché simili episodi non si replichino nuovamente in altri contesti. Durante l’ultima sua visita, difatti, disse: “noi ci rechiamo qui per non dimenticare”. Condoglianze a voi, ai suoi compagni, ai liberi di questo mondo. Egli rimarrà nella coscienza della Palestina, nella memoria viva del nostro Popolo e nel prosieguo del vostro percorso.
Gloria ai martiri, vittoria e libertà al nostro Popolo, giustizia per la nostra causa.


Luisa Morgantini – Presidente AssopacePalestina

Maurizio vivra’ nei nostri cuori e nell’impegno per la liberta’ e la giustizia. La perdita di Maurizio Musolino pesa come una montagna. Un grave perdita, un profondo dolore. La sua umanita’, l’ amore per la giustizia, l’umilta’ e la dedizione affinche’ il mondo sia libero da guerre, colonialismi, sfruttamento, ci e’ di insegnamento. Anche se ci sentiamo piu’ soli senza di lui, Maurizio continuera’ ad esserci nell’impegno che continueremo a profondere per la liberta’, l’uguaglianza e la dignita’ di tutti e tutte in primo luogo del popolo palestinese. Il 1 Gennaio in Palestina, in sua memoria e con il suo nome pianteremo un olivo, come simbolo di vita e contro la colonizzazione Israeliana.


I deputati del M5S in Commissione Difesa

Partecipiamo al dolore per la scomparsa di Maurizio Musolino giornalista ed attivistaper la pace. Con lui abbiamo collaborato nel nostro viaggio in Libano che ci ha consentito di conoscere direttamente le drammatiche situazioni dei rifugiati palestinesi in quel paese. Lo ricordiamo con affetto per la sensibilità e la serietà con cui si è messo a disposizione della nostra delegazione parlamentare. Ci sentivamo in questi giorni via sms e Maurizio ci parlava del suo desiderio di voler tornare a beirut com ogni anno, per l’anniversario della strage di Sabra e Chatila. Il nostro è stato un rapporto recente ma intenso, un rapporto di storie politiche diverse ma unite nell’impegno per dare voce ai dimenticati della terra. Ci stringiamo intorno alla sua famiglia e lo ricordiamo con immenso affetto.

Tatiana Basilio, Luca Frusone, Gianluca Rizzo, Emanuela Corda, Angelo Tofalo, Paolo Bernini


José Reinaldo Carvalho – Partito Comunista del Brasile

Aos camaradas, militantes e dirigentes do Partido Comunista Italiano Queridos camaradas, Recebemos com pesar a notícia do falecimento do camarada e amigo Maurizio Musolino. Militante comunista, jornalista talentoso, internacionalista, estudioso de largo horizonte, Maurizio desenvolveu um trabalho de elevada qualidadade no setor internacional do movimento comunista italiano, desde oantigo PCI, depois no PRC, PdCi e ultimamente no reconstruído PCI. Dedicou o melhor de seu talento e sua imensa generosidade pessoal à solidariedade com os povos do Oriente Médio, especialmente à causa da resistência e luta pela libertação do povo mártir da Palestina. Foi um incansável militante da causa da paz mundial. Na sua geração foi um dos mais profundos conhecedores da complexa questão do Oriente Médio. Os inúmeros artigos que escreveu constituem em seu conjunto uma rica obra da geopolítica e se incorpora ao rico acervo do movimento comunista. Tivemos a honra e a alegria de desenvolver laços de fraterna cooperação e amizade com o camarada Maurizio, que se tornou um colaborador dos veículos de comunicação do nosso Partido. Mesmo nos dias em que lutava contra a doença que tão cedo lhe tirou a vida, não cessou sua proverbial atividade e nos enviava as suas reflexões sobre os principais focos de crise e guerra no Oriente Médio. Maurizio Musolino tem seu nome inscrito no panteão dos internacionalistas, dos combatetes anti-imperialistas, dos defensores das mais nobres causas da humanidade. Solidariedade, sempre foi o seu lema e motivo de viver. O Partido Comunista do Brasil inclina as suas bandeiras e se associa às homenagens que seus camaradas italianos lhe fazem. Pedimos que transmitam aos seus familiares e amigos as nossas mais sentidas condolèncias. Fraternalmente, José Reinaldo Carvalho Secretário de Política e Relações Internacionais do Partido Comunista do Brasil

Ai compagni, ai militanti e ai dirigenti del Partito comunista italiano

Cari compagni, abbiamo ricevuto con tristezza la notizia della morte del compagno e amico Maurizio Musolino. Militante comunista, giornalista di talento, internazionalista, studioso di vasti orizzonti, Maurizio sviluppava un lavoro di alta qualità nel settore internazionale del movimento comunista italiano, dal vecchio PCI, al PRC, al PdCI e ultimamente nel PCI ricostruito. Ha dedicato la parte migliore del suo talento e la sua immensa generosità personale verso la solidarietà con i popoli del Medio Oriente, e soprattutto verso la causa della resistenza e della lotta di liberazione del martoriato popolo palestinese. È stato un attivista instancabile per la causa della pace nel mondo. Nella sua generazione è stato uno dei più profondi conoscitori della complessa questione del Medio Oriente. I numerosi articoli che ha scritto costituiscono nel loro complesso una ricca opera di geopolitica che si inserisce nella ricca elaborazione del movimento comunista. Abbiamo avuto l’onore e la gioia di stringere una fraterna cooperazione e amicizia con il compagno Maurizio, che è stato anche un collaboratore degli strumenti di comunicazione del nostro partito. Anche nei giorni in cui lottava contro la malattia, che presto ha preso la sua vita, ha continuato nel suo proverbiale attivismo e ci ha mandato il suo pensiero sui principali focolai di crisi e di guerra in Medio Oriente. Maurizio Musolino ha il suo nome scritto nel pantheon degli internazionalisti, dei combattenti antimperialisti, dei difensori delle più nobili cause dell’umanità. La solidarietà è sempre stato il suo motto e la sua ragione di vita. Il Partito Comunista del Brasile inchina le sue bandiere e si associa alle onoranze funebri che i suoi compagni italiani gli renderanno.
Vi chiediamo di trasmettere alla sua famiglia e ai suoi amici le nostre più sentite condoglianze.
Fraternamente, José Reinaldo Carvalho, responsabile Politica e Relazioni Internazionali del Partito Comunista del Brasile (PCdoB)


I compagni del Comitato Con la Palestina nel cuore
I compagni del Forum Palestina

Questa notte ci ha salutato per sempre Maurizio Musolino, giornalista, militante del PCdI, scrittore, esperto di Medio Oriente, fondatore e animatore del Comitato “Per non dimenticare Sabra e Chatila” e del Comitato per il Diritto al Ritorno dei profughi palestinesi. Non c’è bisogno di spiegare a chi lo ha conosciuto quanto grave e pesante sia questa perdita per il mondo della solidarietà con la Palestina e per la politica intesa nel senso più alto e più nobile. L’ intelligenza politica che ha permesso a Maurizio in tante occasioni di individuare, mantenere, indicare la rotta, era accompagnata e sostenuta da una umanità che lo ha reso caro a tutti quelli che per le ragioni più diverse sono entrati in contatto con lui. Avremo modo di ricordare a lungo tanti aspetti e tante attività di Maurizio; in questo momento vogliamo ricordarne semplicemente due, che ci restituiscono la statura, l’intelligenza e il coraggio del nostro amico e compagno: l’ultima iniziativa da lui organizzata e animata mentre lottava già da mesi contro il suo male, la serata di dibattito e di raccolta fondi per i No Tav che si è svolta il 27 luglio scorso e a cui hanno partecipato attivisti No Tav, rappresentanti dei sindacati di base, militanti per la Palestina, nello spirito di una ideale unione delle lotte così come Maurizio l’aveva concepita; e l’annuale viaggio in Libano della delegazione italiana che partirà fra poco per visitare i campi dei profughi palestinesi e portare solidarietà alla resistenza libanese; un viaggio voluto fortemente da Maurizio, a cui ha lavorato con tutte le energie che era in grado ancora di spendere, fino all’ultimo giorno, insieme con i suoi amici e compagni. Il viaggio si farà, Maurizio sarà con noi, nei luoghi e tra le persone che ha amato.


Compagne e compagni di Palestina Rossa

Grazie Maurizio, che la terra ti sia lieve – Stanotte ci ha lasciati il compagno Maurizio Musolino, con cui tante volte abbiamo attraversato le stesse strade in direzione Palestina: da Beirut, nel campo di Chatila, a Piazza Tahir al Cairo dopo l’eccidio dell’operazione “Piombo Fuso”, mentre stavamo cercando di entrare a Gaza e portare la nostra solidarietà ai palestinesi, fino alle iniziative svolte a Roma, a Milano, etc. Sempre disponibile, sempre gentile, Maurizio. Lo sapeva lui e lo sapevamo noi, che non sempre eravamo d’accordo, non tanto sulla lettura su quanto sta accadendo in Palestina, analisi che condividevamo, quanto sull’opportunità o meno di denunciare i criminali che collaborano con Israele. Ma ci univano la volontà di gridare per chiedere giustizia e libertà per un popolo massacrato da ormai quasi un secolo. Saremmo poi degli stolti se non riconoscessimo in Maurizio l’impegno e la dedizione a mantenere viva la memoria della strage di Sabra e Chatila, eredità lasciata da Stefano Chiarini, che come tante ingiustizie rischiava di passare nel dimenticatoio storico, dove spesso finiscono gli ultimi degli ultimi. Questo scriveva Maurizio lo scorso anno: “Ogni anno andiamo in Libano per ricordare l’anniversario della strage di Sabra e Chatila. Quest’anno, durante le feste natalizie siamo andati a Gaza, in futuro contiamo di andare in Giordania, Cisgiordania e Siria per promuovere il diritto dei rifugiati palestinesi che risiedono in questi Paesi a tornare nella propria terra. A Gaza il 70% della popolazione è costituito da rifugiati che sono stati costretti ad abbandonare le proprie case dopo la Nakba del 1948″. Ed in uno degli innumerevoli viaggi in Libano: “Abbiamo promesso ai nostri amici palestinesi in Libano di ricordare il loro diritto a tornare nella propria terra di origine dopo che, nel 1948, furono costretti a fuggire nei luoghi della diaspora”. Con Maurizio certo sono stati diversi i temi su cui sentivamo la necessità di discutere, tanti e tanti, soprattutto in un tempo dove le certezze sono impossibili, se mai sono esistite. Ora che te ne sei andato ancora di più, anche per te, noi continueremo a lottare. Magari con modalità ed analisi che ti farebbero storcere il naso, ma siamo sicuri di poter portare alto il tuo nome, quando urleremo “Palestina libera”. Oggi vogliamo ricordarti con affetto, compagno Maurizio…e ci spiace non poter più discutere con te, magari nello storico pub di Beirut, quello con le facce del Che, di Gramsci e di Mao. Chè a litigare, quello no, non ci siamo mai riusciti. Ciao Maurizio, che la terra ti sia lieve!


Mirca Garuti

PER UN AMICO – “La morte ha posato gli occhi su un amico. Improvvisamente tutto cambia, la paura ti blocca tutti i sensi, non sai più come puoi aiutarlo. Vorresti prenderlo tra le braccia, cullarlo, anche se è uomo grande, rassicurarlo che non è solo ad affrontare questa battaglia. Una battaglia dura, impari, perché sai già, chi vincerà. Una battaglia contro un demone che non demorde, che continua a divorarti.. incurante di tutto, della tua sensibilità, di tutto quello che hai fatto fino a questo momento. Perché tutto questo? E’ successo a te caro Maurizio, non riesco a farmene una ragione… non c’è una ragione… succede.. punto e basta…. ma non posso non provare rabbia, una forte rabbia, non posso vederti così… improvvisamente stanco…. dopo solo pochi giorni dall’ultima nostra iniziativa importante… iniziativa per ricordare un altro amico che non c’è più…” Queste righe le ho scritte il 19 febbraio, quando purtroppo abbiamo saputo della gravità del male di Maurizio. La prima reazione è stata di disperazione e di angoscia, ma poi la speranza ha avuto la meglio… dovevo essere forte e serena per Maurizio….e così è stato… Dopo il ricovero a Modena sei tornato a Roma, è stata una bella vittoria! Hai vissuto gli ultimi quattro mesi circondato dall’amore di tutti i tuoi amici. Tutti noi eravamo pieni di speranza, non eravamo pronti ad accettare, invece, questa conclusione decisa da un destino crudele. L’amore per la Palestina mi ha fatto conoscere Maurizio e tutti i componenti del Comitato per non dimenticare Sabra e Chatila. Era il 2003 e, da allora, la nostra amicizia è diventata importante, vitale. Tu mio carissimo amico mi hai aiutato a scrivere le mie sensazioni, a raccontare i nostri viaggi, le nostre esperienze. Ho iniziato anche a fare fotografie, tu eri sempre preoccupato per me, perché nei campi profughi in Libano restavo sempre indietro ed avevi paura che mi perdessi nei meandri di quelle stradine… Ora queste foto assumono una maggiore importanza perché in ogni momento tu sarai con noi. Sei stato un amico prezioso, eri il nostro collante! E sarà estremamente difficile continuare senza di te… i nostri viaggi in Libano, Gaza, Giordania, Tunisia, il Premio Stefano Chiarini, saranno tutti un po’ più vuoti, menomati in qualcosa… Non sempre, però, tutto era roseo e tranquillo, abbiamo avuto le nostre discussioni, ma, alla fine, riuscivamo sempre a trovare un punto d’incontro…e, poi, sono anche iniziati i viaggi di piacere, a Riga, Chios e altre località in Italia…. Io che non avevo mai letto dei gialli, mi hai fatto anche innamorare, con l’aiuto di Goretta, dell’ispettore Wallander.. Oggi se ne va un compagno, un comunista, che credeva ancora nei valori di giustizia, democrazia, diritti. Tutte gli anni in Libano nei suoi interventi citava sempre Sandro Pertini come esempio di buon Presidente (l’unico) che aveva il coraggio di dire apertamente quello che pensava. Oggi se ne va un amico con il quale ho condiviso la sofferenza, la rabbia, l’illusione, della vita politica del mondo, sorda nei confronti dell’essere umano in quanto tale. Oggi se ne va un amico sincero con il quale dividere le semplici gioie della vita. Dobbiamo continuare tutti insieme, dobbiamo andare avanti uniti più che mai perché la vita può essere molto breve.


Flavio Novara – Alkemia

Ricordo Maurizio Musolino… – Il Cairo era in subbuglio. Non bastava la finta tranquillità ostentata dalle forze di polizia per evidenziare il pericolo imminente. La Gaza Freedom March sarebbe passata di là a breve e forse per la prima volta la fine di un regime, quello di Mubarak rischiava di avere una connotazione internazionale. Necessario sostenere le richieste di Israele, impedendoci in quei primi giorni del 2010 di raggiungere Gaza, senza però inimicarsi l’opinione pubblica mondiale. Rischio, togliere ulteriore ossigeno a un regime sull’orlo del collasso. E’ in questo contesto che ho conosciuto veramente Maurizio Musolino e molti di quei compagni con cui dall’ora, abbiamo contrastato con sfida, la cultura e la politica fascista del governo d’Israele. Emblema reale, in terra araba, dell’occidente sempre più liberalizzato, repressivo e globalizzato. Maurizio non era un eroe, un uomo che dalle barricate guida l’assalto ma un protagonista attivo sempre attento a costruire ed allargare il coinvolgimento di “altri”. Soprattutto quelli che guardano con curiosità ed esprimono sensibile umiltà e sdegno nei confronti della sofferenza indotta, quella esercitata per sostenere il dominio di pochi sulla maggioranza dei propri simili. E’ bastato operare in modo attivo in quel contesto per riconoscerci e comprendere reciprocamente che solo in quel modo avremmo potuto creare un opposizione, inferiore rispetto al nostro avversario, ma unita e pronta a percorrere e costruire una strada verso il nostro obiettivo. Insieme al Cairo e a Gaza per manifestare contro un inumano embargo, attraversando un Sinai in guerra o mediando con le forze del regime egiziano per poter di nuovo uscire da quel territorio. In Tunisia, per comprendere sino in fondo ciò che “le primavere arabe” stavano creando e come ultima iniziativa internazionale, l’organizzazione di tre viaggi contemporanei in Giordania, Cisgiordania e al Libano per rivendicare il Diritto al Ritorno per il popolo palestinese. Tutte azioni condotte con la stessa volontà che lo ha indotto, dopo la scomparsa di Stefano Chiarini, a mantenere vivo in Libano come fuori da quei confini, la rivendicazione di giustizia per il massacro dei Palestinesi di Sabra e Chatila, della vita dei campi profughi e dei disastri causati dell’invasione d’Israele nel 2006. Un percorso politico e di amicizia che ci ha permesso nel corso di questi anni, di organizzare a Modena, non solo il Premio Stefano Chiarini come momento di rivendicazione e diffusione ma altre numerose iniziative pubbliche sulla Siria o momenti di svago per meritate vacanze. Maurizio amava la vita “nonostante tutto” e quanta vita e quante battaglie avremmo potuto terminare, tutti insieme se la malattia non avesse deciso di domare la sua gioia di vivere. Oggi non muore solo un Compagno, un Comunista ma un uomo e soprattutto un amico con cui ho e abbiamo potuto condividere il piacere per la vita, nella lotta per quel diritto. Oggi purtroppo il mondo è ancora meno bello.


Jacopo Venier – Libera.Tv

Musolino MaurizioMaurizio Musolino è stato tante cose. Per noi di LiberaRete è stato uno dei protagonisti fondamentali del progetto di comunicazione che insieme abbiamo sviluppato : Libera.Tv. L’idea di una webtv di informazione che consentisse di dare voce “alle idee, alle passioni, alle lotte” è nata da una conversazione che ha visto proprio Maurizio Musolino tra i protagonisti. Eravano nel 2008 e la sinistra, per la prima volta, non era più presente in Parlamento. Avevamo un enorme problema di comunicazione e di visibilità. In quel momento avevo una responsabilità politica proprio connessa al tema della comunicazione mentre Maurizio dirigeva il settimanale “La Rinascita della Sinistra”. Una sera ci sentiamo e parlando insieme, come facevano ogni giorno, nasce la pazza idea : ” perchè non facciamo una nostra TV. La rete ci consente di provarci”. Nacque la prima esperienza di webtv politica di sinistra : PdCITV . Fu un momento difficilissimo ma entusiasmante. Grazie anche ai consigli ed all’appoggio di Maurizio si formò un gruppo di compagni eterogeneo e curisoso che sperimentò e realizzò un assoluto inedito. Una esperienza di successo nel momento di massima crisi della sinistra. Poi, come tutte le cose, anche quella avventura finì e le nostre militanze si separarono. Questo però non impedì a Maurizio di contribuire in modo determinante alla nascita di Libera.Tv e di esserne sempre stato uno dei costruttori. L’idea di tenere in sieme quello che le micro organizzazioni dividevano ci ha sempre unito. Abbiamo sperimentato un nuovo approccio e costruito una associazione, LiberaRete, che ha consentito la nascita di un collettivo in un modo di monadi. Maurizio partecipava. Partecipava e sosteneva continuamente il progetto. Ricordo decine di incontri con altre testate, con altri giornalisti, con interlocutori singoli o Assemblea Liberaretecollettivi a cui siamo andati insieme a spiegare, a convincere, a proporre un modo nuovo di fare comunicazione, un approccio sinergico, inclusivo e partecipativo. Maurizio Musolino è sempre stato protagonista alle assemblee di LiberaRete portando idee, mettendo a disposizione la sua infinita rete di relazioni, contribuendo, anche concretamete, alla vita dell’Associazione. Sino alla fine ci è stato vicino. Senza di lui tutti noi saremo non solo più soli ma più poveri. Mancheranno le sue idee, le sue provocazioni, la sua ricerca continua di nuovi campi dove intervenire, sperimentare, agire. Libera.Tv è stata anche di Maurizio Musolino. Con lui perdiamo un amico ed un compagno insostituibile. Per ricordarlo ri-pubblichiamo un suo intervento ad una iniziativa che abbiamo realizzato sulla crisi della stampa di sinistra nel momento in cui veniva chiusa, per l’ennesima volta, l’Unità. Dalle sue parole emerge la sua analisi lucida della situazione, il suo approccio non nostalgico, la sua straordinaria fiducia che fosse possibile attraverso l’impegno e la lotta uscire dalla crisi e rimettere in campo un punto di vista. Il punto di vista di chi, come Maurizio, si schiera dalla parte degli sfruttati, delle vittime dell’ingiustizia, degli ultimi qualsiasi sia il colore della loro pelle o il suono della loro lingua. Maurizio è stato un tenece ricercatore di verità ed insieme, senza contraddizioni, un militante comunista. Ciao Maurizio.


Michele Giorgio – Nena News

Maurizio Musolino negli ultimi mesi ha vissuto con intensità, circondandosi di amici, provando a non farsi condizionare, per quanto possibile, dal tumore scoperto lo scorso febbraio. I sintomi della malattia erano emersi prepotenti proprio nel giorno in cui veniva consegnato a Modena il “Premio Stefano Chiarini” che aveva messo in piedi in memoria del nostro collega (al manifesto), e suo caro amico, scomparso quasi dieci anni fa. Poi qualche giorno fa un improvviso e rapido peggioramento. Maurizio si è spento nella notte tra mercoledì e giovedì. Il dolore profondo, il cordoglio espresso da tanti in queste ore testimoniano l’ampia stima di cui godeva in tutta Italia. Giornalista, esperto della questione palestinese, di Libano, Siria, direttore per alcuni anni di Rinascita, dirigente nazionale del PdcI, Maurizio ha dedicato al Medio Oriente libri, articoli e approfondimenti per oltre venti anni.

È stato il fondatore, assieme a Stefano Chiarini e alla giornalista Stefania Limiti, del “Comitato per non dimenticare Sabra e Shatila”. Un progetto per tenere viva la memoria delle circa 3mila vittime palestinesi del massacro del 1982 ­- nei prossimi giorni avrebbe dovuto guidare la delegazione italiana che ogni anno si reca a Beirut per partecipare alle commemorazioni dei profughi sterminati – e allo stesso tempo per ribadire il diritto al ritorno nella loro terra dei rifugiati palestinesi e dei loro discendenti.

Di origine calabrese, Maurizio Musolino era nato a Roma, città dove ha vissuto i suoi 52 anni e svolto gran parte del suo impegno politico e giornalistico. Viaggiava spesso, in Italia e all’estero, tutte le volte che poteva. Per conto di Rifondazione prima e del PcdI poi ha avuto modo di incontrare e confrontarsi con i rappresentanti di partiti comunisti, socialisti e progressisti di tutto il mondo, in modo particolare quelli del Medio Oriente. Aveva centinaia di contatti nella regione e maturato un’ampia esperienza sul campo. Senza alcun dubbio era l’analista italiano con la più profonda conoscenza della sinistra araba. Rigoroso sui principi, specialmente quando sul tavolo c’erano i diritti del popolo palestinese, infaticabile nell’attività politica e giornalistica, Maurizio Musolino allo stesso tempo metteva in luce una indipendenza di giudizio che gli ha consentito di dialogare con le tante anime di una sinistra italiana sempre più frazionata e di organizzare progetti comuni.

Di lui però gli amici, e ne aveva tanti, ricordano anche il simpatico compagno di serate spensierate, le sue battute taglienti, l’autoironia, la semplicità, la capacità di comprendere le difficoltà e i problemi degli altri. Ci mancherai Maurizio, tanto.


Stefania Limiti – Comitato per non dimenticare Sabra e Chatila

Forse chi s’innamora tanto della Palestina ne assume il destino tragico. Voglio pensare che sia così e che questo sia accaduto a Stefano Chiarini e Maurizio Musolino, scomparsi prematuramente, il primo nel febbraio del 2007, l’altro pochi giorni fa. Perché entrambi hanno amato e conosciuto a fondo la questione Mediorientale e le sofferenze di quei popoli. Il primo, Stefano Chiarini, instancabile, direi indomito fondatore del Comitato Per non dimenticare Sabra e Shatila ha impedito che in Italia ci fosse una perdita di memoria di quel massacro del settembre del 1982. Allora 2000 persone, tra palestinesi e libanesi, furono trucidate nei due campi profughi, poverissimi, dalle mani dei militari falangisti – non gli bastò uccidere: torturano fino ad aprire le pance delle donne incinte – e per idea dell’’architetto’ israeliano Ariel Sharon. Grazie a Stefano e a il manifesto quella vicenda ancora oggi ha un potere ‘evocativo’ fortissimo che ricorda a tutti noi: attenzione, allora quella tragedia fu compiuta per dire al mondo che i palestinesi dovevano essere sterminati, cancellati, impediamo che questo accada. Non possono esistere popoli ‘di troppo’. L’altro, Maurizio Musolino, prosecutore di quell’azione militante fino allo stremo: dall’11 al 18 settembre il Comitato Per non dimenticare Sabra e Shatila torna infatti a Beirut per ricordare il massacro del 1982 insieme alle associazioni palestinesi e libanesi, coordinate da Kassem Aina di Beit Aftal Assomud e Talal Salman del quotidiano indipendente As Safyr e insieme a tanti altri. Il viaggio di solidarietà e conoscenza porta anche quest’anno l’impronta organizzativa di Maurizio che teneva molto a ricordare non solo i profughi che vivono in Libano da 60 anni ma anche quelli più recenti in fuga dagli orrori siriani, profughi tra i profughi, e che trovano accoglienza – mentre l’Europa si lagna per ‘l’invasione’ dei propri confini – in un paese piccolo come il Libano, in grande difficoltà perché, da sempre, è teatro di pesanti ingerenze esterne che gli impediscono di trovare una sua sovranità. Senza Stefano e senza Maurizio porteremo, addolorati e increduli per la sorte toccata a due giovani e lucidi intellettuali, la nostra denuncia. Che ruota soprattutto e prima di tutto intorno al diritto al ritorno per il popolo di Palestina: ancorché legittimo secondo il diritto internazionale, perché sancito dalle risoluzioni delle Nazioni Unite, è stato volutamente lasciato all’oblio delle agende politiche, dentro e fuori il mondo arabo-mediorientale. Per questo sarà al centro delle nostre iniziative nelle quali i palestinesi che vivono nei campi profughi del Libano – oltre 400 mila persone – ricorderanno le vittime della strage e le cause della loro lunga diaspora, chiederanno al Libano e al mondo intero di non essere considerati uomini e donne da dimenticare e di non procedere, come sta avvenendo ormai da tempo, con i pesanti tagli ai finanziamenti dell’Unrwa, l’agenzia dell’Onu creata appositamente per l’assistenza dei palestinesi – nel ’48 c’era già l’Agenzia che si era presa cura dei profughi ebrei della Seconda guerra mondiale ma Israele temeva che si confondessero le vicende e impose di non considerare i profughi tutti con lo stesso metro, rientro nelle loro case per gli uni, lasciare nella diaspora gli altri. Il diritto al ritorno viene colpito a morte, inoltre, dall’ebraicizzazione di Israele, dalla espansione delle colonie e dalle politiche di annessione del governo Netanyahu – la punta più alta del programma neocoloniale del sionismo: queste azioni escludono che i non ebrei, i palestinesi nati in quelle terre, possano rientravi. Si tratta di un intollerabile programma di razzismo del XXI secolo contro cui noi diciamo chiaro e netto: No, impediamo questo scempio. Andiamo in Libano per rompere i silenzi attorno alla Palestina, portando in silenzio dentro di noi i ricordi dei nostri insostituibili compagni Stefano Chiarini e Maurizio Musolino.

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