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CLIMA : L’ambiente è in pericolo, sta a noi cercare di salvarlo.

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Cambiamenti climatici – Dalla COP21 di Parigi alla COP22 di Marrakech

Modelli climatici. Strategie di adattamento. Piano strategico regionale

Cronaca dell’incontro a Trieste sul Clima di Pietro Venier


 Il 2 dicembre a Trieste nella sala del Circolo della Stampa ha avuto luogo una conferenza molto interessante sul tema della sostenibilità ambientale e dell’impatto che l’essere umano ha avuto sul nostro pianeta.

Molti i relatori:

Conferenza Ambiente, Trieste 2 Dicembre 2016Andrea Wehrenfennig, Presidente del circolo di Trieste di Legambiente

– Simonetta Lorigliola, Direttrice di Konrad

– Maria Maranò, Responsabile per Legambiente in Coalizione Clima

– Filippo Giorgi, esperto internazionale nella modellizzazione climatica e nella ricerca sul cambiamento climatico a capo della sezione di Fisica del sistema terrestre dell’ICTP -The Abdus Salam International Center for Theoretical Physics

– Sandro Cargnelutti, presidente di Legambiente FVG

I relatori nei loro interventi hanno toccato numerosi argomenti e temi ma, forse, tra tutte le varie relazioni, quella del Dott. Filippo Giorgi è stata la più significativa. Giorgi infatti in poco meno di quaranta minuti ha riassunto in maniera esaustiva la situazione ambientale attuale del nostro pianeta e le non proprio confortanti previsioni per il futuro.

Giorgi, che da decenni studia l’evoluzione del clima terrestre, ha insistito molto nell’evidenziare le criticità che siamo chiamati ad affrontare.  In particolare la questione centrale che abbiamo di fronte è la crescente concentrazione dei gas serra in atmosfera. L’anidride carbonica, una delle principali cause dell’effetto serra insieme al metano, è in continuo aumento soprattutto a causa dell’utilizzo dei combustibili fossili e quest’anno è stato stabilito il nuovo record di concentrazione di CO2 superando le 400 parti per milione. Dato preoccupante se si considera che prima della rivoluzione industriale la percentuale si aggirava attorno alle 280 parti per milione. L’aumento dell’effetto serra provoca conseguentemente l’aumento della temperatura terrestre, la quale è già salita di 0,9 gradi dall’età preindustriale dato che fa si che il nostro sia il periodo con le temperature più calde negli ultimi 2000 anni e che il trend risulti in continuo aumento.

Se ciò non bastasse a capire la gravità della situazione, basti pensare che l’aumento della temperatura provoca ulteriori avvenimenti in un’intricato gioco di causa/effetto tra i quali:

  • Lo scioglimento dei ghiacciai, raccontato eloquentemente da queste immagini della Nasa che documentano lo scioglimento dei ghiacciai dal 1985 ad oggi. I ghiacciai in bianco sono quelli perenni mentre quelli azzurri gli stagionali, lo scorrere degli anni e la contemporanea scomparsa dei ghiacciai bianchi mette paura. (Riproponiamo il video della NASA che dimostra la gravissima situazione dei ghiacci polari https://www.youtube.com/watch?v=WVXV119QccA )
  • L’innalzamento del livello del mare, già salito di 20cm dall’epoca preindustriale e le proiezioni dicono possa salire ancora di un metro.
  • Gli eventi atmosferici estremi, in continuo aumento a causa dell’atmosfera più calda. In sostanza piove sempre meno frequentemente ma più intensamente e, dunque, aumenta il rischio alluvionale e pure quello siccitoso incrementando il problema strettamente connesso dei rifugiati ambientali costretti a emigrare perchè le loro terre diventano invivibili.

Se l’uso dei combustibili fossili continuasse con la frequenza odierna si stima che la temperatura possa salire di altri 4 gradi da qui al 2100, una proiezione terrificante se si tiene conto che nell’ultima era glaciale la temperatura variava rispetto a quella attuale di soli 4/6 gradi e, giusto per farsi un’idea, il livello del mare in quel periodo era 125 metri più basso di ora. L’uomo in cento cinquant’anni può produrre un effetto simile a quello di un’era glaciale, si pensa addirittura che se mai si arrivasse ad aumentare in questo modo la temperatura si andrebbe a controbilanciare la prossima era glaciale prevista tra 10000 anni.

E’ quindi ormai evidente che la specie umana è in grado di influenzare la storia del clima del pianeta in maniera decisiva e non può e non deve esimersi dal cercare di porre rimedio a quanto fatto fin’ora. È per questo che nella conferenza di Parigi gli Stati si sono impegnati a far sì che la temperatura non salga a più di un altro grado. Se si riesce a stabilizzare la temperatura al di sotto di questa soglia con costi relativamente abbordabili si potranno gestire gli inevitabili cambiamenti, se essa sarà superata tutto sarà molto più difficile e costoso.

Bisogna quindi diminuire le emissioni di gas serra e, per rispettare i limiti fissati a Parigi, bisogna ridurle del 20 percento entro il 2020 e del 70/80 percento entro il 2050. Ognuno nel proprio piccolo ha il dovere di fare la sua parte, senza nascondersi dietro alle solite e comode scuse. Purtroppo al momento la vita umana è possibile solo su questo pianeta, distruggerlo non sarebbe una mossa molto saggia.

Come fare però la propria parte? Installare panelli fotovoltaici sopra alle proprie abitazioni, scegliere macchine elettriche o ancor  meglio prediligere i mezzi pubblici, le biciclette o delle buone passeggiate all’utilizzo delle automobili. Ma ci sono anche cose molto più semplici da attuare ma comunque fondamentali, cambiare le lampadine delle proprie case con altrettante più ecologiche, chiudere completamente i dispositivi elettronici invece di lasciarli in stand-by o semplicemente firmare e diffondere petizioni su questo tema. Durante la conferenza, in particolare, è stata citata più volte la campagna People4soil, una petizione a livello europeo che chiede all’UE norme specifiche per tutelare il suolo, bene essenziale alla vita come l’acqua e come l’aria e che consigliamo caldamente di sottoscrivere.

Qui il link alla Petizionehttps://www.people4soil.eu/it

Per chi volesse poi approfondire l’argomento nel link sottostante è possibile ascoltare alcuni dei principali interventi svolti durante l’incontro.

Ascolta Cambiamenti Climatici” su Spreaker.

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