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LAVORO: INNSE Il prezzo della lotta

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CAMOZZI LICENZIA. I LAVORATORI CHIEDONO INTERVENTO DEL PREFETTO

Da due giorni in presidio davanti ai cancelli dopo le quattro lettere di licenziamento per “assenza di lavoro”. Gli operai denunziano lo smantellamento degli impianti e il mancato rispetto degli accordi siglati da Camozzi nel 2009. Il terreno avuto al costo di 1 euro per aumentare l’occupazione, vale ora milioni sul mercato immobiliare.

interviste a cura di Alfredo Comito LiberaRete – Libera.tv

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INNSE GiornaleMILANO – Secondo giorno di presidio degli operai della INNSE, fabbrica molto nota nell’estate del 2009 per la dura lotta condotta da alcuni di loro saliti sul carroponte convinti, a ragione, che si potesse ancora produrre in quel sito grazie anche a macchinari che il nuovo acquirente, Attilio Camozzi, giudicò “un fiore all’occhiello della meccanica italiana”.
L’accordo siglato allora impegnava Camozzi a mantenere ed accrescere l’occupazione con nuovi investimenti, ma circa un anno addietro i lavoratori sono stati posti in Cassa Integrazione e hanno denunziato il mancato rispetto degli impegni assunti.
Il terreno su cui sorge la fabbrica, avuto alla simbolica cifra di 1 euro, è di circa 30.000 mq, ormai circondato dalla città, e possiede un notevole valore immobiliare. La dismissione delle attività industriali scongiurata otto anni fa’, potrebbe offrire un secondo regalo al nuovo proprietario.
Gli operai si sono recati in prefettura e dichiarano che il vice prefetto ha promesso che chiederà il ritiro dei quattro licenziamenti che Camozzi ha comunicato questa settimana.
Gli operai della INNSE hanno raccolto la solidarietà di amici e operai, ma denunziano l’indifferenza del loro sindacato, la FIOM, al quale sono iscritti e per il quale sono delegati RSU.Operaio INNSE
La loro battaglia, resa ancora più difficile dal clima sociale e dall’arretramento delle forze che dovrebbero sostenere il conflitto e i lavoratori perché loro missione, è una cruda fotografia del Paese, tra parole, appelli, ma poca partecipazione e scarsa solidarietà.
Di sicuro però, la storia degli operai della INNSE insegna anche che la dignità e la tenacia nella difesa dei principi e del lavoro, è l’unica strada che offra una speranza, una concreta, per quanto difficile, possibilità di vincere sulla speculazione umana e materiale di cui tutti spesso ci lamentiamo.

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