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MATERNITA’ SURROGATA – Seminario Nazionale UDI a Roma

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MATERNITA’ SURROGATA

Diritto alla genitorialità o mercificazione del corpo femminile?

Le opinioni di Laura Corradi Sociologa ed autrice del libro : Nel ventre di un’altra, e Vittoria Tola responsabile Nazionale UDI


Presentazione del Seminario del 18 marzo 2017

Unione Donne in Italia UDILa gestazione per altri è un gesto altruistico compiuto mediante il corpo della donna o quello stesso corpo rischia di diventare il terreno di una mercificazione in cui le capacità generative sono ridotte a mezzo di produzione? Quali sono le conseguenze biologiche, psicologiche e sociali della gpa sui corpi femminili e sui nascituri? E qual è il reale profitto di agenzie, cliniche, medici e avvocati/e che si occupano di riproduzione umana?

“Fino ad oggi l’argomento è stato discusso non rendendone appieno la sua complessità, omettendo cioè dal dibattito i rischi relativi alla salute delle donne, sia come fornitrici di ovociti sia come surrogate, ma anche e soprattutto dei nascituri e delle nasciture. Delle problematiche relative al consenso informato delle surrogate, delle implicazioni socio politiche di una pratica di mercificazione del desiderio di genitorialità, sia esso di coppie omosessuali che eterosessuali benestanti, e dei conseguenti effetti che questi desideri portano con se’ non si è ancora parlato diffusamente – ha detto la responsabile nazionale di Udi Vittoria Tola.

Il seminario organizzato da Udi “ A proposito di surrogata” che si terrà a Roma sabato 18 marzo dalle 10 alle 17 in via della Penitenza “intende approfondire in chiave femminista tutti quegli aspetti giuridici, etici, politici e sociali che si potranno sviluppare in futuro e che ancora non vengono considerati” ha concluso la Tola.Presidenza seminario UDI

Aspetto inedito di approccio al tema è rappresentato dalla ricerca di Laura Corradi che nel suo libro Nel ventre di un’altra, riporta almeno una cinquantina di ricerche scientifiche pubblicate su riviste internazionali statunitensi, indiane, giapponesi, cinesi ma anche europee ed italiane, che parlano di rischi importanti connessi da un lato alla iperstimolazione ovarica a carico di fornitrici di ovociti e donne che vogliono aumentare la propria fertilità, ma dall’altro anche di rischi aggiuntivi elevati di nascite precoci e malformazioni congenite anche in caso d’impianto unico, di tassi alti di mortalità fra i nascituri/e e di patologie a carico del cervello e del sistema muscolo scheletrico dei/delle nuovi/e nati/e. “I problemi per le donne donatrici di ovociti o quelli relativi alla fecondazione in vitro e alla surrogazione erano già noti, ma non sono stati presi in considerazione. A livello internazionale se ne parla ora perché i costi delle cure intensive neonatali e dell’ospedalizzazione delle donne che affittano utero grava sul sistema sanitario e sulle assicurazioni – spiega la Corradi-

Platea seminario UDIQuesta pericolosità ancora oggi non viene svelata mediante un giusto consenso informato per ovvi interessi economici, laddove invece la ricerca concorda sulla necessità di approfondire gli studi attraverso un monitoraggio che analizzi a lungo termine il tipo di patologie che possono svilupparsi, in particolare quelle oncologiche – afferma- Oggi c’è più attenzione, ma il dibattito resta sempre molto ideologico: le informazioni per confrontarsi ci sono: andiamo a verificare come realmente agiscono queste nuove tecnologie riproduttive parlandone in modo serio e non omettendone i problemi”.

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