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CRISI ALITALIA Convegno a MILANO

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CONVEGNO CUB SGB SUI TRASPORTI. DOPO IL NO AL REFERENDUM, I COMMISSARI CERCANO ACQUIRENTI PER ALITALIA, MA I LAVORATORI CHIEDONO UN INTERVENTO PUBBLICO

Chiare le responsabilità del management nel fallimento delle strategie per la compagnia. “Il no è stato uno scatto di dignità” dice Antonio Amoroso, lavoratore Alitalia. Lavoratori stanchi di sostenere speculazioni politiche e interessi privati. Presenti anche i lavoratori ATM Milano, società a partecipazione pubblica che andrà a gara nonostante produca reddito per il comune.

Interviste a cura di Alfredo Comito LiberaRete – Libera.tv

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Antonio AmorusoMILANO – Dopo il NO dei lavoratori Alitalia all’ennesimo piano di salvataggio che prevedeva 1700 licenziamenti e nuovi sacrifici economici per chi restava, il Governo ha nominato tre commissari che hanno il compito di vendere in blocco l’ex compagnia di bandiera. Ciò che è emerso chiaramente in queste settimane di scioperi, voto e manifestazioni, sono gli errori della classe dirigente italiana, il reale obiettivo di Etihad che ha solo investito per rilevare gli accessi Alitalia a Londra (c.d. slot) e il pacchetto dei clienti, nonché l’assenza di una strategia economica da parte dei governi italiani che continuano a parlare del grande business del turismo, salvo poi lasciarlo gestire alle compagnie straniere.
“Il no è stato uno scatto di dignità” dice Antonio Amoroso, lavoratore Alitalia e rappresentante CUB Trasporti Roma, che “ha aperto una discussione nel Paese sui rapporti tra cittadini e istituzioni, sul fallimento delle privatizzazioni e sul monopolio di CGIL CISL e UIL” continua Amoroso, “ed è per questo che c’è questo accanimento sui lavoratori che hanno osato dire no, … ribellarsi” e non plaudire agli ennesimi licenziamenti dei lavoratori stanchi di essere presi in giro e di alimentare interessi altrui.
Ad Alitalia, si affianca il caso ATM Milano, l’azienda a partecipazione pubblica i cui servizi verranno spacchettati (rete, tecnici, trasporto, ecc) e messi a gara secondo le direttive europee che impongono il totale disimpegno del pubblico per lasciare campo alla c.d. concorrenza.Luigi Battaglia
ATM non è una società in perdita, bensì produce ogni anno profitto per il Comune di Milano che, come tutti i comuni italiani, ha sempre meno trasferimenti di finanziamenti dal governo centrale a causa del pareggio di bilancio (inserito dal Parlamento nella nostra Costituzione). Una contraddizione che fa il paio con la qualitrà del servizio ATM che viene riconosciuta dalle istituzioni stesse oltre che dagli utenti.
ATM dovrà partecipare ad ogni gara e sperare di vincerle tutte per mantenere servizi e lavoratori già suoi. Ma se cambierà l’appalto, che fine faranno i lavoratori ATM? Con quali contratti verranno assunti dalle nuove aziende? Riconosceranno tutti gli accordi interni oggi in essere?
Questioni chCUB SGBe attengono alla vita delle persone che lavorano, ma non alle multinazionali che sgomitano per accreditarsi un’altra fetta di mercato pubblico e per privatizzare i suoi profitti.
La politica risulta sempre più accondiscendente a tali interessi e si nasconde dietro il fatidico “lo vuole l’Europa”, come se nelle commissioni europee non vi fossero i loro rappresentanti.

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LiberaRete Lombardia Profilo del gruppo lombardo dell'associazione LiberaRete che opera su Libera.Tv

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