Home Territori Lombardia SCIOPERO contro REPRESSIONE – Il Sindacalismo di Base non si piega

SCIOPERO contro REPRESSIONE – Il Sindacalismo di Base non si piega

406
0

SCIOPERO GENERALE CONTRO LA REPRESSIONE DEL CONFLITTO

CUB, SGB, SLAI COBAS, SI COBAS, USI-AIT, non si piegano all’accordo sulla Rappresentanza del 10 gennaio 2014 e chiamano alla lotta i lavoratori.

DOPO IL SUCCESSO DELLO SCIOPERO DEL 16 GIUGNO, IL MINISTRO DELRIO RIDUCE A QUATTRO ORE QUELLO NEI TRASPORTI. “E’ chiara la volontà politica di reprimere i lavoratori e il sindacalismo di base” DICE UN RAPPRESENTANTE SINDACALE. CORTEI A MILANO, FIRENZE E ROMA. “In Italia si sta ricostruendo un movimento unitario conflittuale. CGIL, CISL e UIL non sono più i primi sindacati di questo Paese”

Interviste a cura di Alfredo Comito  LiberaRete – Libera.tv

_____________________________________________________________________________________________________________________________________

SCIOPERO GALMAVIVAENERALE NAZIONALE – CUB, SGB, SLAI COBAS, SI COBAS, USI-AIT, hanno chiamato alla lotta i lavoratori che hanno manifestato in diverse città italiane. Oltre a rivendicare migliori condizioni di lavoro e di salario, indebolite oltre modo dalla perdita di diritti e dalla diffusa precarietà, le sigle del sindacalismo di base che non hanno firmato l’Accordo sulla Rappresentanza del 10 gennaio 2014, rivendicano anche la difesa del Diritto di Sciopero che la Costituzione sancisce, ma che due proposte di legge (Ichino e Sacconi) vogliono superare attraverso l’assegnazione del diritto di rappresentare i lavoratori ai firmatari del suddetto accordo, e imponendo (Sacconi) il preavviso al padrone sulla data del conflitto. Insomma, bisognerebbe avvisare con netto anticipo il padrone della fabbrica quando si vuole scioperare, di modo che lui possa assumere tanti lavoratori Occasionali e mantenere la produzione abbassando perfino i costi.

Di certo, quando ci si mettono i riformisti sono sempre gioie per i lavoratori, e questa volta i due insieme potrebbero produrre la cancellazione concreta dello sciopero come atto di protesta e di rivendicazione della classe lavoratrice. Si protesterà lavorando. Sarà sufficiente mettersi un fazzoletto al braccio con su scritto “sono incazzato nero. Governo ladro”.CORTEO

E sia ben chiaro. Fazzoletto regolamentare fornito dall’azienda alla modica cifra di una ora di paga. Un vero affare!

Intanto, il Ministro Delrio ha ridotto a quattro ore lo sciopero nel settore trasporti, memore del successo che lo stesso aveva ottenuto il 16 giugno causando forti disagi in tutto il Paese. Segno che molti lavoratori avevano aderito, ben più di quelli appartenenti alle sigle sindacali che lo avevano indetto. Pensioni che devono adeguarsi alle aspettative di vita, mentre quella degli operai della logistica o dei cantieri si accorcia sempre più. Oltre 10 milioni di italiani non si curano più per gli alti costi dei ticket sanitari e della progressiva delega del servizio sanitario ai privati convenzionati. Giovani precari, anche quelli che hanno il Contratto a Tutele Crescenti di Renzi, poiché licenziabili anche per un semplice ritardo, senza alcuna giusta causa.

Sulle 700mila nuove assunzioni propagandate dal Governo, solo 115mila lo sono realmente, poiché non sono trasformazioni di contratti precari già in essere come gli altri. Trasformazioni costate miliardi di euro di sovvenzioni alle imprese. La realtà è che le condizioni di lavoro e di vita dei lavoratori italiani sono drasticamente peggiorate e all’orizzonte non si profilano novità di rilievo. Il Governo continua a concedere aiuti alle imprese, mentre taglia i servizi pubblici che, di fatto, costituiscono reddito indiretto per ampie fasce della popolazione.

RENZUSCONIL’Italia registra il tasso più basso di crescita in Europa nonostante la protezione della BCE di Draghi dalla speculazione finanziaria che solo qualche anno fa’ aveva moltiplicato il tasso d’interesse che paghiamo su l’enorme Debito Pubblico accumulato. Debito cresciuto durante il Governo Renzi e che potrebbe ripresentare il conto appena la BCE si ritirerà. E il conto, si sa, lo si presenta sempre a lavoratori e pensionati.

(406)

LiberaRete Lombardia Profilo del gruppo lombardo dell'associazione LiberaRete che opera su Libera.Tv

LEAVE YOUR COMMENT

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>

Vai alla barra degli strumenti