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PIAZZA FONTANA La strage che serviva allo Stato

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12 DICEMBRE 2017 MILANO NON DIMENTICA LA STRAGE FASCISTA

Manifestazione delle forze antifasciste che inaugurano un ceppo di granito in memoria di due giovani militanti uccisi nel 1975, Claudio Varalli e Giannino Zibecchi.

Interviste a cura di Alfredo Comito  LiberaRete – Libera.tv


 

Silvia Pinelli48 anni dopo la strage di Piazza Fontana, Milano ricorda le vittime innocenti, i depistaggi delle indagini e la matrice fascista dell’attentato. Strategia della Tensione era chiamata, messa in atto per spostare a destra il Paese, legittimare un eventuale colpo di stato, screditare le forze anarchiche e comuniste che in quegli anni sostenevano le lotte degli operai e degli studenti per la conquista di importanti diritti nel campo sociale e del lavoro. Sparirono reperti della esplosione che non consentirono un raffronto con altri ordigni piazzati dalla stessa compagine militare fascista che commise altre stragi. Fu condotto in Questura un ferroviere innocente, Giuseppe Pinelli, la cui unica colpa era quella di fare politica e di farla con gli anarchici. Pinelli morì, dice la sentenza, per “un malore attivo” che stranamente lo fece alzare, aprire la finestra e gettarsi nel vuoto sotto lo sguardo dei poliziotti che lo interrogavano. Dario Fo e Franca Rame inscenarono uno spettacolo che continuava ad aggiornarsi con lo sviluppo delle indagini e che rendeva palesemente grottesche le ricostruzioni della Questura sulla strage e sui presunti colpevoli. Quarantotto anni non sono stati sufficienti per una verità processuale, ma lo sono per quella storica. Stay Behind, Piano Gladio, P2, sono ormai verità storiche e nelle loro trame risiede buona parte della reale storia del dopoguerra italiano.Roberto Giudici Una Costituzione antifascista che è stata sempre contrastata da quella parte del Paese che aveva cambiato casacca indossando quella della democrazia parlamentare, ma che restava profondamente fascista. Una parte minoritaria, ma che oggi ha ripreso vigore e visibilità, anche grazie alla improvvisa attenzione dei mass media nazionali che sino a ieri ignoravano il problema e presentavano formazioni come Casapound quali soggetti politici legittimandone la presenza. Bisognava seguire Crozza per udire la parola “fascista” senza i famosi “se” e neanche i “ma”.

Il 12 dicembre, la Milano antifascista militante, quella parte della società che ha sempre difeso la memoria storica di un Paese che per lo più la ignora, ha posto un cippo di granito in memoria di due militanti, Claudio Varalli ucciso da un fascista, e Giannino Zibecchi ucciso da un camion dei Carabinieri, entrambi nel 1975, perché “bisogna rispondere con fatti concreti” afferma Roberto Giudici di Memoria Antifascista. Il corteo è terminato a Piazza Fontana dove si sono ricordate le vittime della esplosione e, insieme a loro, Giuseppe Pinelli, vittima dell’anima nera di questo Paese.

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