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AMBIENTE : Morire per un corno. La strage dei rinoceronti continua

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IL RINOCERONTE : UNA SPECIE SOTTO ATTACCO

Qualche buona notizia dal Sud Africa ma il problema sono i compratori

di Pietro Venier


Rinoceronte estinzioneIl suo destino è legato al suo corno. Pare incredibile ma nel terzo millennio ci sono milioni di persone che ancora credono alla superstizione e pensano di ottenere chissà quali benefici dal corno di Rinoceronte come dalle ossa della Tigre. Eppure i corni di questo splendido animale sono fatti solo di cheratina la stessa sostanza di cui sono fatte le nostre unghie o i nostri capelli. Il mercato nero si alimenta della ignoranza e delle vane speranze di chi pensa di poter curare il cancro o riacquistare virilità con qualche polverina misteriosa. La polvere di corno di Rinoceronte al mercato nero costa più di qualsiasi droga. Un fiume di denaro che sostiene il bracconaggio e le organizzazioni criminali che lo organizzano. Per fortuna ci sono campagne internazionali per la totale messa al bando di questo commercio ed alcuni governi africani provano a contenere la minaccia al proprio patrimonio ambientale e faunistico. Il WWF ci informa che per fortuna quest’anno dal Sud Africa arrivano delle notizie positive. E’ un sollievo sentirlo. Per salvare però quel che resta della fauna selvatica dell’Africa e dell’Asia serve una consapevolezza globale del fatto che questi animali non sono solo delle bellissime creature ma devono essere considerati, come noi, abitanti di questo pianeta a cui va garantita la possibilità di difendersi dal più terribile e spietato dei predatori: l’uomo.

Fonte video : WWF


 Il Comunicato del WWF

Rinoceronte 2BRACCONAGGIO: WWF, IN SUD AFRICA SPIRAGLI POSITIVI PER IL RINOCERONTE

MA PURTROPPO I NUMERI, CON 1.028 RINOCERONTI UCCISI NEL 2017, RESTANO ALTI

“IL WWF PREOCCUPATO PER LE POPOLAZIONI LOCALI CHE VIVONO NEI DINTORNI DELLE AREE PROTETTE, ESPOSTE AI PERICOLI DELLE ORGANIZZAZIONI CRIMINALI”

Nel 2017 in Sud Africa sono stati uccisi illegalmente 1.028 rinoceronti. I dati del South African Department of Environmental Affairs testimoniano una leggera diminuzione nel numero degli animali uccisi rispetto al 2016 (quando furono 1.054) e ai due anni precedenti: il picco peggiore si raggiunse nel 2014 quando, a causa del bracconaggio per il corno, il Sud Africa perse ben 1.215 rinoceronti.
Oggi come oggi il bracconaggio si concentra soprattutto nei territori a ridosso del Kruger National Park dove vive la più grande popolazione di rinoceronti del Sud Africa. I bracconieri che si trovano in queste aree, si coordinano con le organizzazione criminali internazionali che hanno fatto del commercio di fauna selvatica in via d’estinzione un business multimiliardario. In questi territorio, non protetti dai rangers del parco, l’azione criminale ha mano libera consentendo lauti guadagni a basso rischio. Dai dati del 2017 si evince che la costante esposizione delle comunità locali alle organizzazioni criminali sta portando corruzione, conflitti e insicurezza, contribuendo a disgregare il tessuto sociale delle comunità. I dati evidenziano inoltre che il ì bracconaggio sta esercitando una pressione sempre più forte anche su altre specie animali, come dimostra la perdita degli elefanti all’interno del Kruger National Park – 67 animali uccisi nel 2017, rispetto ai 46 del 2016.
Jo Shaw- direttore dell’ African Rhino Programme del WWF Internazionale, afferma: “Il traffico di animali selvatici rimane una seria minaccia per i rinoceronti, e per molte altre specie come gli elefanti e i leoni, che garantiscono sia turismo che lavoro nelle nostre aree protette. Ma questi crimini coinvolgono anche le persone che vivono vicino ai nostri parchi e che si espongono in questo modo ai gruppi criminali, connessi a loro volta alle organizzazioni internazionali”.
“Per rafforzare la prevenzione e la repressione abbiamo bisogno che il nostro governo collabori costantemente con le istituzioni internazionali, il settore privato e la società civile. Allo stesso tempo però, è necessario lavorare per responsabilizzare le popolazioni che vivono nelle vicinanze delle aree protette, facendo loro capire quale sia il modo migliore e legale di trarre vantaggio dalla gestione e protezione della fauna selvatica, contribuendo alla conservazione e alla sopravvivenza delle specie a rischio”.
Margaret Kinnaird, WWF Wildlife Practice Leader, dice: “La notizie della riduzione del numero di rinoceronti uccisi in Sud Africa per il terzo anno consecutivo è davvero incoraggiante, ma il numero è ancora molto, troppo alto. Dobbiamo intensificare gli sforzi per fermare la corruzione che facilita questo commercio e orientare il comportamento dei consumatori, specialmente in Asia, in modo da fermare la domanda di prodotti ricavati dalla caccia illegale di specie selvatiche, tra cui il rinoceronte”.
L’azione del Governo nel corso del 2017 ha mostrato qualche successo – raggiunto grazie al Programma Integrated Strategic Management Approach of Rhinoceros – tra cui un incremento nel numero di condanne per attività illegali legate al rinoceronte e il supporto alle comunità locali per coinvolgerle in attività legali connesse alla gestione e conservazione della fauna selvatica.
Comunque ne’ la National Integrated Strategy to Combat Wildlife Trafficking ne’ la Regulations on Domestic Trade in Rhino Horn sono ancora state accolte.
Per il WWF è necessaria una maggiore continuità nella cooperazione tra il Sud Africa e i principali paesi consumatori in Asia, per stroncare il traffico e il consumo illegale di corno di rinoceronte e di molti altri prodotti animali ricavati illegalmente.
Su wwf.it/rinoceronte informazioni sul rinoceronte, l’impegno WWF, foto e video

Roma, 25 gennaio 2018

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