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LIBIA : Le torture che Salvini non vuole vedere

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LA LIBIA RACCONTATA DA CHI VI E’ STATO IMPRIGIONATO E TORTURATO

Migliaia di testimonianze dirette smentiscono il Ministro Salvini

di Pietro Venier


 

torture in libia 3In occasione della giornata internazionale contro la tortura che cade il 26 giugno l’organizzazione “Medici per i Diritti Umani” ha documentato come ogni giorno il Libia migliaia di immigrati vengono sottoposti a violenze indicibili e torture e come molti di loro trovano la morte ancora prima di riuscire ad imbarcarsi. Tra queste innumerevoli testimonianze raccolte anche dalle stesse Nazioni Unite e denunciate persiono al Consiglio di Sicurezza il MEDU ha voluto diffondere quella di A. immigrato del Mali che ha accettato di condividere la propria terribile esperienza. A. è stato rinchiuso in uno di quei lagher che il Ministro Salvini vorrebbe ancora più numerosi. Si tratta di strutture dove si muore non solo per le violenze ma anche per le terribili condizioni in cui sono reclusi insieme umini, donne e bambini. Una umanità disperata in fuga dalla fame e dalla guerra che gli aguzzini sfruttano in ogni modo e che diventa oggetto di violenza sistematica. A. condivide con noi le proprie emozioni con pacatezza e con gratudine per un paese, il nostro, che ha saputo accoglierlo, curarlo e dargli speranza. Medici per i Diritti Umani accoglie e cura uomini e donne che cercano di sfuggire ad una fine terribile. E lo fanno sempre con maggiori difficoltà grazie ad un Governo italiano che ha dimenticato non solo i diritti umani ma anche l’umanità.


 

MEdu per 5x1000Comunicato del MEDU

Ho chiesto di visitare un centro di accoglienza per migranti in costruzione, un centro all’avanguardia che potrà ospitare mille persone. Questo per smontare la retorica in base alla quale in Libia si tortura e non si rispettano i diritti umani ha affermato Salvini.

Ministro Matteo Salvini, ha visitato anche le altre decine di centri di detenzione sotto il controllo del governo al-Serraj dove decine di migliaia di migranti hanno vissuto e vivono in condizioni spaventevoli e sottoposti ad ogni tipo di violenza e sopruso?
Le affermazioni di Salvini travisano del tutto la realtà attuale della Libia e risultano particolarmente gravi poiché nessun esponente del governo né delle istituzioni italiane si è sentito in dovere di correggerle.

Che da anni in Libia si commettano in modo sistematico crimini contro l’umanità nei confronti dei migranti, sia nelle prigioni del governo sia nei campi di tortura dei trafficanti, è un fatto documentato e incontrovertibile. MEDU lo ha documentato con il “Rapporto sulle condizioni di grave violazione dei diritti umani dei migranti in Libia“ basato su migliaia di testimonianze dirette. Il Segretario Generale delle Nazioni Unite Antonio Guterres ha affermato che in Libia: «I migranti sono stati sottoposti a detenzione arbitraria e torture, tra cui stupri e altre forme di violenza sessuale», basandosi sulle inchieste di Unsimil, la missione Onu a Tripoli. Indistintamente, nei centri governativi come nei lager clandestini, avvengono «rapimenti per estorsione, lavori forzati e uccisioni illegali» si legge nel documento consegnato al Consiglio di sicurezza il 12 febbraio scorso.

Il negazionismo è purtroppo il tragico orpello delle vicende più buie dell’umanità come ci ha tragicamente insegnato il secolo scorso. Oggi, giornata mondiale contro la tortura, ci attendiamo una parola dalle istituzioni italiane. Per conto nostro consigliamo al governo di dedicare qualche minuto per ascoltare la storia e la lezione che ci giunge dalla testimonianza di Aboubakar, 26 anni dalla Sierra Leone.

Leggi il rapporto di MEDU  

Leggi Rapporto del Segretario Generale sulla Missione di sostegno delle Nazioni Unite in Libia

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