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CASA: Chi occupa e chi preoccupa

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SGOMBERATO RESIDENCE SOCIALE A SESTO. 72 FAMIGLIE PER LA STRADA

Il sindaco di Sesto “Tornatevene a Milano!”. “Non ci fermeremo sino a quando avremo casa per tutti” rispondono gli occupanti

Interviste a cura di Alfredo Comito  LiberaRete-Libera.tv


 

Aldo Dice Alitalia SestoSESTO SAN GIOVANNI (MI) – E’ stato eseguito questa mattina lo sgombero del palazzo Alitalia occupato sabato sera dalle 72 famiglie in attesa di assegnazione casa popolare che hanno ricevuto l’ordine di lasciare lo stabile in Via Oglio dove avevano trovato temporaneo riparo grazie alla opera del collettivo ALDODICE 26×1 che da anni accoglie i senza tetto e collabora con il Comune di Milano per le emergenze.

E di emergenza abitativa si tratta in queste ore per le oltre 200 persone che avevano rioccupato lo stabile lasciato abbandonato e che il sindaco di Sesto San Giovanni Roberto Di Stefano non vuole sul suo territorio. “Tornatevene a Milano” ha detto loro sabato notte quando ha raggiunto lo stabile presidiato dalla polizia.

In precedenza gli occupanti avevano stretto un accordo con la Digos, confermato poi dal sindaco di Sesto, sulla loro temporanea permanenza nel sito in attesa di un nuovo trasferimento, ma una volta andate via donne e bambini, il sindaco Di Stefano ha ordinato alle forze dell’ordine di non fare uscire chi era rimasto all’interno e di procedere con lo sgombero. Così, durante le prime ore di domenica 2 settembre si sono registrati dei tafferugli tra la polizia e le donne e i bambini che, tornati indietro, sono riusciti a respingerli. Ma era solo questione di tempo. Infatti, le forze dell’ordine, questa mattina hanno circondato l’immobile e ordinato lo sgombero.

“Non c’è nessun motivo di ordine pubblico! Non c’è nessun motivo di sicurezza (..) se non il fatto che il Sindaco di Sesto e i suoi assessori vogliono speculare un dividendo politico sulla pelle di questa gente” dice dalla piazza Walter Montagnoli della Confederazione Unitaria di Base che, come altri soggetti milanesi, è corso in soccorso delle 72 famiglie che ora si trovano per la strada.

Il Comune di Milano ha intanto aperto un tavolo coi rappresentanti del Collettivo ALDODICE 26×1 e avrebbe trovato e proposto una sistemazione dignitosa per circa 13 famiglie, ma nessuna di esse ha accettato poiché intendono restare uniti fino a quando non si troverà soluzione per tutti.

È proprio questa la forza di una comunità che affronta unita la difficile situazione in cui si trova da oltre quattro anni e che oggi scrive un’altra pagina di resistenza.Alitalia Polizia

“Quando pensate di andare avanti in questo modo, con delle occupazioni che alla fine sono illegali” chiede una collega giornalista. “Noi pensiamo che illegale sia lasciare le famiglie per la strada senza un tetto (…) quando invece le soluzioni ci sono” risponde una rappresentante del collettivo.

In effetti, basterebbe riconoscere il ruolo sociale del Collettivo che in questi anni è stato di grande utilità alle istituzioni di Milano per l’alloggio e l’accoglienza di chi ha subito sfratto incolpevole o per i senza tetto come accaduto aderendo alla campagna “Anti-Freddo” del comune di Milano nel 2018.

Un ruolo che spetterebbe alle istituzioni, ma che da loro non viene completamente assolto per mancanza di risorse o per volontà politica, come dimostrano i fatti di questi giorni.

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LiberaRete Lombardia Profilo del gruppo lombardo dell'associazione LiberaRete che opera su Libera.Tv

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