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LAVORO : Il Sindacalismo di Base annuncia lo Sciopero Generale

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CUB – SI COBAS – SLAI COBAS – SGB – USI AIT, PROCLAMANO LO SCIOPERO GENERALE IL 26 OTTOBRE

I sindacati non firmatari l’Accordo sulla Rappresentanza rilanciano il conflitto e chiedono una Legge sulla rappresentanza che ristabilisca la democrazia sindacale

Interviste a cura di Alfredo Comito  LiberaRete – Libera.tv


 

LiberaTv Base (2).Movie_IstantaneaSEGRATE (MI) – In una assemblea partecipata da lavoratori e lavoratrici dell’area est di Milano, è stata presentata la piattaforma unitaria dei sindacati CUB, SI COBAS, SLAI COBAS, SGB, USI AIT, con la quale sostengono le ragioni dello sciopero generale del 26 ottobre prossimo. Lo sciopero è stato indetto dalle sigle del sindacalismo di base che non hanno aderito agli Accordi sulla Rappresentanza siglati da CGIL CILS e UIL col padronato che, proprio in virtù del rifiuto a firmare, li vuole escludere dalla azione sindacale impedendogli di partecipare alle elezioni delle c.d. RSU.

Firmare quell’accordo significava accettare tutti quelli pregressi siglati dai confederali che i sindacati di base avevano sempre condannato e contro i quali hanno costruito la loro forza nei luoghi di lavoro. “Questo” accordo “ha l’obiettivo di creare il monopolio della rappresentanza sindacale in favore di determinati sindacati” ci dice Mattia Scolari della CUB Milano Est.

I sindacati che hanno indetto lo sciopero chiedono l’abbattimento del Jobs Act com’era stato promesso dagli esponenti del Governo durante le elezioni, e il ripristino dell’art. 18. Chiedono il superamento degli appalti che ritengono creati apposta per abbassare i salari, e chiedono la internalizzazione dei servizi che oggi sono stati ceduti al privato. Chiedono una vera riforma delle pensioni che garantisca assegni dignitosi a una età dignitosa per chi ha lavorato. Denunciano lo smantellamento della sanità pubblica e la repressione del conflitto e delle forme di lotta dei lavoratori, oggi colpite dal Decreto Sicurezza del Ministro degli Interni Salvini che individua nella invasione e occupazione di strade e immobili un reato penale.LiberaTv Base.Movie_Istantanea

I lavoratori intervengono al microfono, raccontano la loro condizione, la paura di perdere il posto di lavoro, la delusione per ogni rinnovo del contratto nazionale che è sempre peggiore del precedente, denunciano i sindacati confederali per siglare al ribasso, per aver creato gli Enti Bilaterali coi quali li obbligano ad un prelievo sul salario. Renzi li chiamò “sindacatini” quando il 16 giugno del 2016 misero in tilt il sistema dei trasporti del Paese e molte voci chiesero una ulteriore stretta sul diritto di sciopero, sebbene quello stesso fosse stato indetto nel rispetto della Legge 146 che lo disciplina. Da allora, questo fronte sindacale di base risulta l’unico a rilanciare il tema del lavoro, della sicurezza e della democrazia in un Paese che vede la scomparsa della opposizione politica e l’assenza di una discussione pubblica sui temi e le contraddizioni che riguardano la vita di milioni di persone che lavorano o che cercano un lavoro, costrette al precariato o ai caporali come negli anni ’50.

“Noi riteniamo che ci sia la necessità di una legge sulla rappresentanza sindacale che sia veramente democratica, perché se non c’è democrazia nei luoghi di lavoro non possiamo pretendere che ci sia nella società tutta” conclude Mattia Scolari.

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