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SCUOLA : LA LIP RILANCIA L’IMPEGNO – NO ALLA SCUOLA REGIONALE

SCUOLA : LA LIP RILANCIA L’IMPEGNO – NO ALLA SCUOLA REGIONALE

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LA LIP CONTINUA LA SUA BATTAGLIA PER LA SCUOLA DELLA COSTITUZIONE

Dopo la battuta d’arresto della legge di iniziativa popolare non si ferma l’impegno per la Scuola

Articolo di Pietro Venier


lip scuola logo34.412 firme. Purtroppo lo straordinario impegno della LIP ( Legge di iniziativa popolare per la scuola della Costituzione) non è bastato a raggiungere il numero di firme necessarie a presentare al Parlamento la proposta di legge. Eppure la raccolta di firme ha rappresentato un importante momento di mobilitazione dal basso che ha consolidato una rete impegnata a difendere la Scuola della Costituzione prima dagli attacchi del Governo Renzi oggi dalle micidiali proposte del Governo Conte. Per decidere se e come rilanciare il percorso fin qui praticato nei giorni scorsi si è riunita a Roma l’assemblea degli aderenti alla LIP. Ne è emersa una generale volontà, nonostante le difficoltà riscontrate, di non interrompere l’impegno ma anzi di rilanciarlo. I pericoli infatti non sono diminuiti. Al contrario. La Scuola infatti è sempre nel mirino perchè rappresenta un ostacolo alla piena subalternizzazione della società. Generazioni di insegnanti e di studenti sono cresciute nella lotta per difendere il carattere pubblico, laico, pluralista, includente della Scuola italiana. Queste battaglie hanno generato pensiero critico e cultura dell’uguaglianza. Per questo, dopo il tentativo di introdurre nella scuola una ferrea gerarchia, dopo che si è voluto piegare la scuola alle esigenze delle imprese, dopo che le stesse scuole sono state messe in competizione tra loro oggi si tenta una nuova strada per spezzare la capacità di resistenza della comunità scolastica: la regionalizzazione. Rompere l’unità della scuola italiana in 20 diverse strutture regionali serve a rendere subalterna l’istruzione ai poteri che sul territorio indicano priorità, valori e magari anche i contenuti di ciò che deve essere insegnato. Rompere la scuola è rompere l’unità del Paese e qui si misura anche un evidente paradosso delle forze che dal governo parlano di sovranismo e di ruolo dello Stato ma operano concretamente per destrutturare e svendere le strutture che sorreggono l’idea stessa di nazione. La LIP invece si batte perchè la Scuola sia davvero : ” l’organo costituzionale finalizzato alla concretizzazione del principio di uguaglianza e all’emancipazione di tutte/i le/i bambine/i, ragazze/i e studentesse e studenti – italiane/i, migranti” e  quindi difende fino in fondo il ” principio dell’unitarietà del sistema scolastico nazionale, unico che possa garantire realmente l’eguaglianza effettiva tra individui, zone e condizioni del Paese”. Parte quindi dall’assemblea di Roma l’appello a riprendere il cammino per la scuola e quindi per una vera democrazia.


L’appello della assemblea di Roma della LIP

Care/i amiche/i della Lipscuola,

domenica scorsa, come sapete, si è svolta la nostra assemblea: un momento importante, dopo la registrazione e la presa d’atto del fallimento della raccolta delle firme per la Legge di iniziativa Popolare Per la Scuola della Costituzione, che segue peraltro quello della raccolta firme referendaria: fallimenti che – oltre alla nostra responsabilità – evidenziano la scarsa partecipazione proprio dei docenti. Nelle scuole, infatti, le firme raccolte sono state pochissime. Un momento utile per riguardarci negli occhi e cercare – insieme – di comprendere se vi siano le possibilità per continuare un percorso. Un momento necessario, considerando che ci ha consentito, oltre al riconoscimento e alla valutazione dei nostri errori, anche di porre la nostra attenzione su alcuni elementi, che proponiamo alla attenzione e alla discussione collettiva, al fine di giungere ad un comune impegno.

Continuiamo a credere fondamentale la funzione della LIP, sia come progetto sia come gruppo aperto ai contributi di tutti, basato sulla condivisione ed interpretazione intransigente dei principi costituzionali e sulla volontà di apertura, inclusione, dialogo con tutte/i coloro che vorranno partecipare. Pertanto pensiamo che sia importante portare avanti oggi – tra gli elementi identitari che ne hanno caratterizzato storia ed interventi – la difesa della scuola pubblica come organo costituzionale finalizzato alla concretizzazione del principio di uguaglianza e all’emancipazione di tutte/i le/i bambine/i, ragazze/i e studentesse e studenti – italiane/i, migranti; e una radicale interpretazione del principio dell’unitarietà del sistema scolastico nazionale, unico che possa garantire realmente l’eguaglianza effettiva tra individui, zone e condizioni del Paese.

Siamo affezionati all’acronimo Lip e proponiamo di mantenerlo, a dispetto della mancata raccolta firme sul testo della legge di iniziativa popolare, che rimane comunque per noi – attraverso i principi e le modalità che l’hanno costruita – un punto di riferimento fondamentale. Pensiamo che l’organizzazione della Lip possa ridefinirsi come un’associazione, o comunque come un soggetto agile più ampio, aperto a tutte/i i coloro che si riconoscano in queste principali finalità:

  1. il monitoraggio delle politiche e degli interventi che contravvengano al dettato costituzionale

  2. la proposta – sulla base di approfondimento ed iniziative – di una caratterizzante attività di pedagogia costituzionale, che ricostituisca il tessuto connettivo di una professione e di una professionalità che paiono aver smarrito questo requisito fondativo, basato sul mandato costituzionale che ciascuno di noi ha: formare cittadini consapevoli.

Per quanto riguarda la strettissima attualità, ci pare che il processo di regionalizzazione dei sistemi scolastici in Veneto, Lombardia, Emilia rappresenti l’esito ultimo e drammatico di un percorso inaugurato da decenni, e che ha visto, in una erronea interpretazione del principio di autonomia costituzionalmente determinato, l’ autonomia scolastica – così come essa si è concretizzata in una logica mercantile e aziendalistica – grimaldello fondamentale per scardinare l’unitarietà del sistema scolastico nazionale.

Pertanto:

  1. siamo fermamente contrari al pdl su regionalizzazione dell’istruzione che, assieme all’unitarietà del sistema scolastico nazionale, cancella il principio di pari opportunità ed eguaglianza per gli studenti del nostro Paese;

  2. non accetteremo di dichiararci insegnanti regionali, continuando a restare fedeli al secondo comma dell’art. 33 della Costituzione; noi siamo e resteremo insegnanti della Repubblica italiana.

  3. chiediamo a tutte/i di fare fronte comune per una battaglia incisiva che annulli questo pericolo, mirando ad una riappropriazione da parte dei docenti di una precisa identità politico-culturale, che trovi le proprie radici e il proprio mandato nella Costituzione repubblicana antifascista.

  4. Poiché la Costituzione italiana è fondata sull’antifascismo, riteniamo che ogni attacco ai principi fondamentali della Costituzione venga meno a questo valore cardinale. Pertanto la necessità di riappropriarci di quel mandato deve essere interpretata anche alla luce dei recenti episodi di discriminazione xenofobica e omofobica nel nostro Paese.

Aderiamo alla manifestazione antirazzista di Roma del prossimo 10 novembre,

In questo contesto aderiamo all’appello Saltamuri e conseguentemente ci impegneremo con iniziative nelle scuole dal 10 al 17 dicembre 2018.

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