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CONFLITTO SOCIALE: FRANCIA e BRASILE – Ritorno alla lotta

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ASSEMBLEA DEL SINDACALISMO DI BASE ITALIANO, FRANCESE E BRASILIANO

Nara Cladera SOLIDAIRES SUD “I Gilet Gialli sono un movimento nato nei territori poveri. Si rimette in discussione la democrazia rappresentativa”. Herbert Claros CSP-CONLUTAS “Bolsonaro vuole svendere il Paese al nord-america. La sfida è fare una mobilitazione unitaria e nazionale”

Interviste a cura di Alfredo Comito  LiberaRete – Libera.tv


 

LiberaTv SOLIDAIRES SUD (3).Movie_IstantaneaMILANO – Nella sala di un vecchio Circolo proletario di Milano, un pezzo del sindacalismo italiano, francese e brasiliano, si è dato appuntamento per una assemblea sullo stato del conflitto sociale nelle diverse realtà nazionali. Organizzato dalla CUB, uno dei sindacati di base che hanno indetto lo sciopero nazionale il 26 ottobre contro le politiche del governo Giallo-verde italiano, sono intervenuti Nara Cladera del sindacato di base francese SOLIRAIRES SUD e Herbert  Claros del CSP-CONLUTAS brasiliano.

Paesi diversi, ma crisi e insofferenza sociale simile. Diverso, invece, lo stato del conflitto e le condizioni dello stesso. Se in Italia pare sia stato assorbito in gran parte dalle speranze riposte nelle promesse del governo giallo-verde da parte di ampi strati della società, in Francia, con l’azione di Macron, le cose sono sfuggite di mano e dalle periferie più povere del Paese è nato un movimento che conta sul sostengo della netta maggioranza dei francesi. Un movimento trasversale che pone la questione sociale al centro del dibattito e che ha avuto l’appoggio sin dall’inizio del sindacato SOLIDAIRES SUD. “Il 5 febbraio c’è l’appello ad uno sciopero inter-categoriale indetto dalla CGT. Finalmente, anche a livello confederale, hanno preso coscienza del movimento” ci dice Nara Cladera. Non sa come andrà a finire Nara, ma ci dice che “SicuramenteLiberaTv SOLIDAIRES SUD (6).Movie_Istantanea è prezioso ciò che stiamo vivendo, e speriamo vada avanti e nella direzione migliore”. Arrivare alla radice del problema è l’obiettivo dei militanti di SOLIDAIRES SUD impegnati all’interno del movimento. Arrivare, cioè a mettere in discussione “il sistema capitalista”. Una diversa distribuzione della ricchezza è ciò che reclamano i francesi. Non basta più essere consultati alle elezioni. I francesi dicono: vogliamo decidere.

La classe dirigente, la classe degli esperti o presunti tali, non ha realizzato politiche per il bene del popolo, per eliminare la povertà e la disuguaglianza, e questo durante un periodo storico unico nella storia della umanità. Un periodo dove la ricchezza prodotta continua a crescere anno dopo anno e nel quale si potrebbe sfamare una popolazione di oltre 10 miliardi di persone. Eppure sappiamo che oltre 1,5 miliardo patisce e muore per fame.

Il Brasile, dopo le inchieste sulla corruzione di diversi esponenti del Partito dei lavoratori, ha scelto Jair Bolsonaro, un ex militare che vuole cancellare dalla memoria la “sinistra” che ha governato per 13 anni, e che “vuole realizzare un piano di svendita del Paese al nord-america”. Herbert Claros del sindacato di base CSP-CONLUTAS ci spiega come si è giunti al suo successo e le analogie sembrano chiare con quanto accade in Europa e nella stessa Italia. Delusione, disuguaglianza sociale, corruzione, istituzioni screditate, e d’improvviso ecco il principe che guiderà fuori dal guado il Paese e che garantirà giustizia e ordine. Come dire, “è finita la pacchia!”.

LiberaTv SOLIDAIRES SUD (2).Movie_IstantaneaPeccato che le cose vadano sempre nello stesso modo. La pacchia finisce sì, ma per i più poveri. Tagli ai servizi pubblici, alla educazione e alla sanità, danneggiano chi non ha mezzi economici sufficienti, emarginano gli strati più indifesi e poveri della popolazione. “Bolsonaro vuole fare una riforma delle pensioni e vuole fare molte privatizzazioni in Brasile, come il servizio postale e come la PETROBRAS, molto importante per il petrolio”.

“Serve avere nozione di ciò che succede altrove, perché le politiche contro i lavoratori sono comuni” ci dice Marcelo Amendola, portavoce nazionale della CUB.

Benché più di qualcuno avesse detto che le tute blu non esistono sono più e che il conflitto fosse storia del passato, i fatti ci dicono che la condizione “proletaria” non si è ristretta dopo il crollo del muro di Berlino e la scomparsa delle ideologie, bensì si è estesa nella società, includendo strati che un tempo avremmo collocato diversamente e che oggi, benché professionisti, artigiani o partite iva, vivono disagi e povertà simili alle classi più propriamente operaie.

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LiberaRete Lombardia Profilo del gruppo lombardo dell'associazione LiberaRete che opera su Libera.Tv

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