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8 MARZO Sciopero Nazionale – Le donne chiamano alla lotta

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SCIOPERO NAZIONALE INDETTO DAL SINDACALISMO DI BASE

Le donne riempiono le piazze d’Italia. L’otto marzo torna ad essere una giornata di riflessione e di lotta

Interviste a cura di Alfredo Comito  LiberaRete – Libera.tv


 

LiberaTv Base (2).Movie_IstantaneaPAVIA – NONUNADIMENO prosegue la sua opera di sensibilizzazione sulle violenze che le donne subiscono,  riuscendo ad aggregare studenti, organizzazioni sociali, sindacati e tante, tante donne in tutta Italia, espandendo la sua presenza anche nella provincia, come a Pavia, trenta minuti da Milano se il treno non fa ritardo, città universitaria, che ha perso nel tempo i suoi insediamenti industriali più importanti e che assiste oggi alla partenza di molti giovani come accade in tutto il Paese.

Le violenze che le donne denunciano non sono solo fisiche, come tragicamente dimostrano le recenti notizie di cronaca, ma anche sociali, verbali, salariali, sessuali. Le donne che lavorano guadagnano mediamente il 30% in meno dei loro colleghi maschi e difficilmente riescono a conquistare posizioni dirigenziali. La società delle comunicazioni di massa impone un modello maschile per il comando e un modello femminile relegato alla famiglia. “Una donna con le palle!” quante volte lo abbiamo sentito? Abbiamo mai riflettuto sulla idea di “forza” che sta dietro questa comune espressione?

“Migliaia di donne ogni anno devono dimettersi perché non riescono a conciliare il lavoro con la cura dei figli” ci dice Maria Gangi Dino del sindacato di base CUB che ha indetto insieme ad altre sigle lo sciopero nazionale per sostenere la lotta in difesa dei diritti delle donne.LiberaTv Base (5).Movie_Istantanea

“Perché quando una donna decide di fare un figlio spesso viene discriminata o addirittura licenziata, e quindi la parità non è stata raggiunta” aggiunge  Rossella Cabras del movimento NONUNADIMENO che in questi ultimi anni ha saputo ridare slancio al femminismo e alla sua prerogativa, la lotta per conquistare quei diritti che ancora mancano e per superare la cultura di sfruttamento e di possesso che sta alla base delle violenze di genere.

All’orizzonte, infatti, appare un disegno di legge firmato Pillon che vuole riportare il calendario al marzo del 1970, quando né il divorzio né l’aborto erano consentiti in Italia. Se si vorrà procedere alla separazione dal proprio coniuge, anche se questi è violento, si dovranno pagare delle sedute obbligatorie presso un consulente familiare che cercherà in tutti i modi di mantenere unita la famiglia, magari nei pressi di un pronto soccorso ci viene da aggiungere.

“Il decreto Pillon ci porta indietro al medioevo. Abbiamo conquistato quei diritti con le lotte, molte donne hanno perso la vita e adesso vogliono toglierci qualcosa che fa parte della libera scelta della donna” ci dice Paola Brigida Sampino di Potere al Popolo.

Il Governo del cambiamento, se non cade sulla TAV in Val di Susa, pare stia realmente cambiando il Paese, con tanto di “boom economico”. Infatti, a pensarci bene, andando a ritroso, superato il 1970, giungerà presto il 1960. E allora sarà “bello andare in giro con le ali sotto i piedi, se hai una Vespa Special che ti toglie i problemi”…

 

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LiberaRete Lombardia Profilo del gruppo lombardo dell'associazione LiberaRete che opera su Libera.Tv

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