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RIFORMA della COSTITUZIONE? Gli studenti rispondono RI-COSTITUZIONE

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RI-COSTITUZIONE

Alla Università Statale una assemblea organizzata da Dèmos, USB e Fronte Popolare propone di attuare la Costituzione anziché cambiarla.

Luigi Pestalozza ( partigiano) Stefano Azzarà (saggista) Luca Paindelli (Fronte Popolare) e Pierpaolo Lombardi (segretario USB) denunziano il pericolo di autoritarismo e la perdita dei diritti sanciti dalla Costituzione a partire dalla espressione del dissenso, lo sciopero.

Interviste a cura di Alfredo Comito – LiberaRete – Libera.Tv Lombardia


Università Statale Milano

MILANO UNIVERSITA’ STATALE – Dèmos, USB e Fronte Popolare hanno organizzato una assemblea dal titolo RI-COSTITUZIONE per analizzare e comprendere cosa è una Democrazia e cosa rappresenta la sua Costituzione.
L’autore del saggio “Democrazia cercasi” spiega come le costituzioni moderne siano il frutto di un processo di trasformazione della società che nell’epoca moderna ha tratto la sua spinta maggiore dalle classi subalterne, da quei contadini e operai che per la prima volta sono riusciti a far sedere i loro rappresentanti nell’aula dove si scrivevano diritti e doveri dei cittadini di una società, e ad ottenere così il rispetto della loro dignità di lavoratori e l’accesso alla salute e alla istruzione come bene comune.
Ma la democrazia, che nel passato ha ben convissuto con la schiavitù, è materia dinamica come il conflitto sociale che negli ultimi anni si è espresso sempre più dall’alto verso il basso, dalle classi dominati, che possiedono mezzi finanziari e produttivi, alle classi più deboli, al popolo dei lavoratori che non ha trovato più quegli argini politici e sindacali la cui presenza attiva aveva consentito nel passato un equilibrio fra le forze.
La pace sociale, concertata tra i sindacati confederali e il patronato nonché l’assenza di una forte rappresentanza politica antagonista a quella patronale, ha consentito via via lo smantellamento dei diritti reali del lavoratori e dei servizi su salute, istruzione e trasporti, sempre più a carico delle tasche dei singoli cittadini.
La riforma della Costituzione condotta oggi da Renzi, dopo la modifica al Titolo V operata da Massimo D’Alema e dopo il tentativo di Berlusconi e Lega della fine degli anni ’90, è anch’essa figlia di un processo di trasformazione messo in atto questa volta dalla classe dominante che ha così l’occasione di stravolgere gli equilibri sin qui sanciti e dirigere il Paese senza più opposizione ed eliminando il conflitto e il dissenso sociale.
Infatti, come ci spiega Azzarà, le costituzioni moderne e in particolare quella italiana, hanno semplicemente formalizzato il conflitto sempre esistito nelle società umana, riconoscendo la dignità e l’uguaglianza di ogni individuo. Infatti, agli inizi del ‘900 in Italia votavano solo 400 mila persone (le più agiate) e chi lavorava era considerato abbrutito dall’opera manuale e, dunque, senza diritti né rappresentanti parlamentari.
Sta proprio qui il “conflitto” che si combatte sulla Costituzione del 1948. Una Costituzione mai attuata, se non parzialmente e dopo le stragi di stato degli anni ’70, e che oggi costituisce ancora “un ostacolo” agli interessi del libero mercato, perché pregna di diritti per i cittadini, come scritto su una nota ufficiale della J.P.Morgan, una delle più grandi istituzioni finanziarie, qualche anno addietro. Leggere per credere.
The journey of national political reform:

… The political systems in the periphery were established in the aftermath of dictatorship, and were defined by that experience. Constitutions tend to show a strong socialist influence, reflecting the political strength that left wing parties gained after the defeat of fascism. Political systems around the periphery typically display several of the following features: weak executives; weak central states relative to regions; constitutional protection of labor rights;…

The key test in the coming year will be in Italy, where the new government clearly has an opportunity to engage in meaningful political reform.

(Europe Economic Research – The Euro area adjustment: about halfway there 28 May 2013 – J.P.Morgan)

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LiberaRete Lombardia Profilo del gruppo lombardo dell'associazione LiberaRete che opera su Libera.Tv

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