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AMBIENTE : Parte la campagna europea contro il Glisolfato

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GLISOLFATO : SE LO CONOSCI LO EVITI

Parte la campagna europea per vietare il pericoloso pesticida

di Pietro Venier

Stop GlifosatoSono anni che se ne discute. Il Glisolfato è l’erbicida più utilizzato al Mondo ed anche in Italia. Dagli anni ’70 del secolo scorso questa sostanza ha innondato i campi di tutto il pianeta migliorando le rese agricole ma, dicono in molti, introducendo nella catena alimentare elementi potenzialmente cancerogeni. Dal 2001 la produzione di questa sostanza è libera e questo ne ha provocato l’abbassamento del prezzo ed una ancor maggiore diffusione. Oggi è la stessa organizzazione mondiale della Sanità a considerare questo erbicida “un potenziale cancerogeno” ed è di molto cresciuta, anche tra gli agricoltori, la consapevolezza del rischio di continuare ad immettere questa sostanza nell’ambiente. Da qui una campagna mondiale “StopGlyphosate” sostenuta da una vasta rete internazionale punta a portare queste istanze nelle sedi istituzionali.
Per questo, mercoledì 8 febbraio partirà in tutta Europa la raccolta firme per l’iniziativa dei cittadini europei (ICE) per chiedere alla Commissione Europea il divieto totale dell’uso del Glifosato. Iniziative di lancio si terranno contemporaneamente in molte città europee. A Roma ci sarà un appuntamento di fronte alla Metro Colosseo con un’azione di lancio e un primo banchetto di raccolta firme al quale saranno presenti i promotori italiani della campagna. L’obiettivo degli organizzatori “è di raccogliere 1.000.000 di firme in tutta Europa”.
Un semplice principio di precauzione dovrebbe impedire di immettere nell’ambiente una enorme quantità di una sostanza “potenzialmente cancerogena”. Invece gli interessi delle potenti lobby delle filiere agroalimentari resistono e spingono perchè la politica resti sorda alle richieste degli ambientalisti o, per lo meno, dilazioni all’infinito i tempi della messa al bando. Le firme servono a far ricordare all’Europa, ma anche a noi stessi, che gli interessi economici e lo sviluppo devono venire sempre dopo il diritto alla salute ed alla difesa di un ambiente ecologicamente sostenibile.

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