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VENEZUELA – BIENNALE D’ARTE : Te doy mi palabra

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TE DOY MI PALABRA

Il Venezuela alla 56° biennale d’Arte di Venezia


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La Repubblica Bolivariana del Venezuela ha inaugurato il suo Padiglione alla 56 Esposizione Internazionale di Arte – La Biennale di Venezia, con la proposta espositiva “Te doy mi palabra” (Ti do la mia parola).

Il progetto porta con se una grande dose di femminismo, irriverenza, rivendicazione di valori, riscatto della cultura aborigena, dell’ecologia, della difesa dell’ambiente e della sovranità alimentare, temi che gli artisti Argelia Bravo e Félix Molina -Flix- hanno proposto per questa 56 Edizione della Biennale. L’Ambasciatore venezuelano in Italia, Julián Isaías Rodríguez Díaz, ha partecipato all’inaugurazione insieme all’Ambasciatore venezuelano presso la Santa Sede, Germán Mundaraín, ai rappresentanti dei Consolati Generali del Venezuela con sede a Napoli e Milano, alla Direttrice di Iartes (Istituto venezuelano delle Arti dell’Immagine e dello Spazio) Morella Jurado e al curatore della proposta espositiva Óscar Sotillo. Rodríguez, nel suo discorso inaugurale, ha affermato che “il Venezuela ha incentrato la sua partecipazione alla Biennale sulla parola. È, in un certo senso, una richiesta metaforica, chiara e semplice, rivolta all’Europa e al mondo, di comprensione del nostro bagaglio socio culturale e del nostro diritto di respirare in modo diverso”. “Una donna che emigra allattando suo figlio, rappresenta una ribellione che non si genera soltanto nel ventre femminile. Un popolo che resiste all’egemonia dei più potenti non potrà mai essere una mera e semplice contemplazione. C’è una sensibilità perduta che può addirittura impedire di vedere chiaramente la realtà. E allora, proviamo a costruire uomini di parola e per la parola”, ha concluso il diplomatico venezolano. La Direttrice di Iartes, Morella Jurado, ha sottolineato: “Abbiamo voluto presentare due artisti che si esprimono attraverso il linguaggio rivoluzionario ed insorgente della dolcezza. Mostriamo al mondo che il Venezuela difende il seme del latte materno, il seme ancestrale”. Il curatore e commissario della proposta espositiva, Oscar Sotillo, ha affermato che “Attraverso lo slogan “Ti do la mia parola” il Venezuela ha portato ai Giardini di Venezia un gesto di solidarietà verso i popoli, un gesto fermo e chiaro che vuole parlare di pace, di convivenza e di costruzione di spazi di vita migliori”. La 56. Esposizione Internazionale di Arte – Biennale di Venezia, si intitola “Tutti i futuri del mondo”, e resterà aperta al pubblico fino al 22 novembre.

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