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LAVORO: DELIVERANCE Lavoratori in bicicletta chiedono DIRITTI

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MILANO STRIKE MASS: LAVORATORI IN BICICLETTA MANIFESTANO PER AVERE DIRITTI SUL LAVORO

Maschere bianche sul volto per non essere riconosciuti. I corrieri dei pasti a domicilio in bicicletta, monitorati col GPS, chiedono di essere riconosciuti lavoratori con pari dignità degli altri. “Facciamo domanda su internet…riceviamo le consegne sulla piattaforma, ma non abbiamo niente” afferma una lavoratrice. Chiedono il contratto, assicurazione infortuni, una paga oraria per tutti, diritti assenti per un numero sempre maggiore di lavoratori.

Interviste a cura di Alfredo Comito   LiberaRete – Libera.tv

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DELIVERANCE 2DELIVERANCE – Da Piazza XXIV Maggio, accanto ai navigli, uno dei luoghi simbolo della vita notturna milanese, è partito il corteo in bicicletta composto da diversi lavoratori detti “rider”, perché sfrecciano per consegnare i pasti ordinati a domicilio. Un lavoro che il padrone definisce “lavoretto” per “lavoratori autonomi”. Altro che dipendenti! Ci si allena per due mesi con la squadra vincitrice del Giro d’Italia, poi si investe in una bicicletta, leggera se possibile, quindi in un IPhone di ultima generazione, poi si presenta domanda su internet e si diventa “imprenditori di se stessi” scaricando una App sul proprio IPhone sulla quale si riceveranno gli ordini di consegna. Nessun rapporto fisico con l’azienda, nessuna stretta di mano, nessun cartellino, ma solo una pagina internet e il GPS sempre acceso così da verificare in tempo reale la potenza dei propri muscoli anche sotto la pioggia. Ma che bella idea! E che idioti tutti i corrieri salariati e dipendenti di altre aziende a non investire per divenire imprenditori di se stessi. E’ così facile e così liberatorio! Ma allora perché questi giovani italiani e non si sono radunati nelle piazze di tutta Europa per chiedere i diritti di ogni lavoratore? Un contratto, la copertura assicurativa nel caso vengano investiti durante le loro corse, paga oraria per tutti, inquadramento collettivo. Che parole sono queste? Dei piccoli imprenditori che parlano come gli operai delle cooperative o gli sfruttati della logistica?

“Se sei molto disponibile e molto veloce consegnerai tanto e salirai nel ranking, perché l’algoritmo che smista gli ordini ne terrà conto; se avrai problemi, bucherai, sarai malato, partirai in vacanza, sospenderai per un po’ la collaborazione, perderai posizioni e la possibilità che altri slot orari ti vengano assegnati. E’ la dura legge del delivery food” scrivono i lavoratori in bicicletta. Insieme ai nuovi voucher che il Governo ha chiamato Contratto di Prestazione Occasionale, i corrieri in bicicletta definiscono il nuovo orizzonte dello sfruttamento legale o ritenuto tale. Puoi lavorare per mesi, ma è sempre occasionale, soprattutto se ti ammali o ti infortuni.DELIVERANCE 4

Puoi correre e consegnare molto, ma il salario non sarà mai come quello di un calciatore, neanche di serie Pro. Prima delle riforme sul lavoro dei governi targati D’Alema (Pacchetto Treu), Berlusconi (Legge 30) e Renzi (Jobs’Act), questi lavoratori sarebbero stati assunti con Contratto a Tempo Determinato o Stagionale previsti per alcune tipologie di lavoro, o a Tempo Indeterminato per tutti gli altri che svolgono un lavoro subordinato e continuativo presso la stessa azienda. Alla luce dei dati sulla disoccupazione e l’aumento della povertà in Italia, le suddette riforme non hanno prodotto alcun beneficio per le classi lavoratrici, bensì hanno assolto alla richiesta di smantellare il potere dei lavoratori che decade proprio nel momento in cui sono resi ricattabili, precari, costretti a vivere nell’incertezza, nella paura e, meglio ancora, nella miseria. Correranno di più, avranno pensato i pensatori della new e gig economy, superandosi in una competizione che ricorda sempre più quelle di Fantozzi così bene descritte da Paolo Villaggio. Corse che finivano sempre ai piedi del Megadirettore Galattico.  Sabato, i lavoratori in bicicletta a Milano hanno deciso di correre per i propri diritti. Una battaglia difficile proprio per la paura di non ricevere più gli ordini sulla App se riconosciuti. Ma oltre alla paura, dalle loro maschere bianche traspare anche il coraggio e la voglia di essere riconosciuti come lavoratori con piena dignità.

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LiberaRete Lombardia Profilo del gruppo lombardo dell'associazione LiberaRete che opera su Libera.Tv

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