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NON UNA DI MENO : dopo la manifestazione anche l’assemblea è un grande successo

NON UNA DI MENO : dopo la manifestazione anche l’assemblea è un grande successo

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NON UNA DI MENO : SI RIPARTE

Dopo la manifestazione il grande successo della assemblea

di Anna Maria Bruni


Non una di menoCome voleasi dimostrare, l’assemblea nazionale organizzata da Non Una Di Meno nell’aula magna della facoltà di psicologia all’Università di Roma, S. Lorenzo, il giorno dopo la manifestazione che ha inondato le strade della città è stata una nuova partenza:
applausi sperticati e ringraziamenti reciproci, lodi e soddisfazioni per il successo di un anno del percorso del movimento non hanno prodotto né la “seduta” sugli allori, né la distribuzione di medaglie, né la spartizione dei ruoli.

Al contrario, hanno accresciuto la passione e moltiplicato le forze per ripartire. Con in mano il Piano nazionale a segnare la tappa di un’elaborazione e l’inizio di una nuova fase. Un documento che testimonia la riflessione teorica prodotta dai tavoli di lavoro, a loro volta frutto della presenza sui territori, a loro volta prodotto della capacità di partire da sé, per mettere in comune problemi, bisogni, disagi, desideri, e determinare il passaggio cruciale dalla sofferenza individuale alla contestualizzazione sociale, ovvero eminentemente politica.

“Il personale è politico”. E non solo è vero, ma con Non Una Di Meno torna ad essere reale nella sua traduzione concreta, che è parola che si fa azione. E la relazione con i territori torna ad essere la chiave. La declinazione di tutti i temi che riguardano la vita delle persone che il Piano individua e mette in relazione viene perciò tradotta dalle diverse assemblee locali di tutto il Paese – da Torino a Bari, da Genova a Brindisi, da Jesi a Catania e così via – in funzione delle priorità del territorio in cui si vive: salute e lavoro a Taranto, dove “abbiamo il bubbone dell’Ilva” dice chi interviene da quella città, con una “percentuale sopra il 10 di casi di endometriosi” – per non parlare di quanto è già tragicamente noto. Per questo l’ecofemminismo è la risposta, perché 11 decreti governativi hanno messo al centro la ristrutturazione della fabbrica chiudendo gli occhi sull’urgenza del risanamento del territorio. Mentre le due cose sono in relazione inscindibile.

abbiamounpianoA lei si affianca Non una di Meno Napoli che ricorda lo stesso iter vissuto a Bagnoli, ed ecco che viene individuata la necessità di rendere interterritoriali le iniziative per farne vere e proprie campagne capaci di percorrere tutto il paese, da nord a sud.
Così viene posto brillantemente all’attenzione da un’altra tarantina di 17 anni la necessità di una lotta “senza quartiere” – è il caso di dire – contro la “Buona Scuola” e l’Alternanza Scuola-Lavoro, accanto a Lea Melandri che rifà il punto sull’urgenza del lavoro interdisciplinare e della sottrazione alle istituzioni della gestione del lavoro critico sulla sessualità e sul genere.
E ancora il tema della legge 194 inattuata nella pratica in tante città a causa della pervasività (pelosa) dell’obiezione di coscienza, che porta Jesi al 100% di mancanza di medici abortisti, che nell’intera regione Marche è comunque al 75%, in comune con Alessandria (che ha prodotto un opuscolo scaricabile dal loro sito) e fino a Catania.

Il 22 maggio 2018 scoccherà il 40esimo dall’approvazione della legge, occasione da non perdere per ridare vita a una campagna pervasiva per la libertà di scelta e la tutela della salute delle donne. Ma prima, un nuovo sciopero globale il prossimo 8 marzo, che già mette a confronto le realtà sui temi della preNon una di meno. Assembleacarietà e del reddito minimo come capisaldi della campagna da qui in poi. Ma il confronto fra realtà già non ha più confini: dalle “sorelle argentine”, le prime a lanciare #Niunamenos circa due anni fa, arriva uno straordinario appello per rilanciare il prossimo sciopero, e accanto a loro la lettera delle donne del Chiapas alle donne Kurde, che aggiunge un elemento in più: la ricchezza della sapienza sconfinata dei popoli originari.

Il cuore va alle Pellirosse, certe che ci saranno anche loro in questo cammino, mentre già commozione e gioia sono su tutti i 600 visi che affollano l’assemblea, per questa nuova utopia concreta.

Scarica i materiali della assemblea !

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